Drunk design

Nella guerra tra vodke e champagne i terzi godono. Che saremmo poi noi, cari web-lettori! Dalla Svezia alla Russia, dalla Francia all’Italia, i brand alcolici si sfidano con collaborazioni d’eccellenza.


Ed è una cuccagna!

La mappa delle meraviglie per l’estate spazia dalla Vodka Absolut alla Wiborowa, dallo champagne Ruinart al Perrier-Jouët.
Tutti impegnati a sedurci con oggetti/progetti d’autore. E conseguenti degustazioni (HIC!!).

Trasparente, secca, da bere ghiacciata: la vodka è (quasi) filosofia!

La svedese Absolut lancia ‘ITS#NINE – International Talent Support’ Kermesse creativa che va in scena a Trieste il 16 e 17 Luglio prossimi. Oltre a una 2 giorni di drink ghiacciati, c’è la premiazione del concorso rivolto ai talenti emergenti di moda, design e fotografia. I creativi coinvolti nella competition, provenienti da Inghilterra, Italia, Giappone, Germania, Repubblica Ceca, Israele, Sud Korea, Danimarca, Belgio e Olanda hanno elaborato mille e una idee: qui sotto una selection di bozzetti. Il vincitore verrà designato sabato 17.

Belvedere Macerate Luxury Beach Pack è il “cestino” limited edition firmato Belvedere Vodka, Dentro 4 mini bottiglie: Belvedere Vodka pura, Belvedere Citrus, Belvedere Orange e Belvedere Black Raspberry. Per quello che loro chiamano Chic-Nic (picnic di lusso) e io già mi vedo come un’orgia del gusto!

Mentre se all’erba preferite il bar, fino a fine luglio la vodka Wyborowa con la bottiglia firmata dall’architetto Frank Ghery la potete degustare a Milano: l’Exquisite Wodka Bar è al SUITE 10TH FLOOR dell’Hotel dei Cavalieri di piazza Missori con i cocktail-design creati da bartender internazionali.

Lo champagne? Un brivido frizzante!

La collaborazione tra Patricia Urquiola e Maison Ruinart l’avete vista ad Art Basel con le installazione artistiche della designer: “Macrosterias” e “Algae Bench” erano strillate anche in una nostra fotonotizia (come sempre, siam sul pezzo!).

Non solo arte, per loro la Urquiola ha creato anche il tappo Fil d’Or: oggetto del desiderio da collezionare farà impazzire d’invidia i vostri ospiti. Io lo voglio, insieme al frizzantino aristocratico della Maison! Ben freddo s’il vous plaît!!!

Fondata nel 1811 ha il celebre bouquet di anemoni Liberty disegnato da Emile Gallè stampigliato su ogni bottiglia, è la Perrier-Jouët, casa di bollicine d’eccellenza. Per l’estate propone un brindisi en plein air: voi prendete una bottiglia di Cuvée Belle Epoque, loro ci aggiungono il cestino in vimini da picnic completo di 2 flûte in cristallo, 2 piatti in ceramica e (2??) croissant salati. La variante da chef la firma Anne-Sophie Pic, che crea ad hoc un’abbinata tra lo champagne e Melba Toast con lardo di Colonnata e formaggio Comté. Che gggioia!

Evviva il drunk design!!

E buon brindisi a tutti.

Iena Bi

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Gino il cane di design

L’estate si avvicina e lancio il mio appello! Non abbandonate i vostri animali, siete voi le bestie, se lo fate! Ma questo non credo vi riguardi cari lettori di AtCasa!
Non penso che NESSUNO delle centinaia di migliaia di utenti mensili del portale faccia simili oscenità.
Invece so come avere in vacanza un compagno a 4 zampe possa essere a volte molto faticoso..
Con Mr Tatou ho vissuto 15 anni: il mio aristocratico e fulvo setter irlandese era un vero intellettuale. Garbato, bello, discreto: sapeva farsi benvolere da tutti e in viaggio si comportava da vero lord (“Se lo metti seduto su una sedia, Tato apre un libro e legge”, fu la battuta di un mio amico quando lo conobbe).
Poi è arrivata Nina. L’ho trovata abbandonata (appunto, non abbandonate gli animali), l’ho adottata: a 2 mesi era un meraviglioso (e innocuo) peluche di 4 chili. Poi è cresciuta. Incrocio tra un maremmano e un pastore abruzzese adesso di chili ne pesa 50 chili, ha una innata indifferenza/insofferenza verso la (mia) autorità e quell’aria da ‘bastarda’ che piace poco alla gente.

Animali siete voi! La diversità è un valore.

C’è chi ha paura, chi ti guarda scandalizzato manco andassi in giro nuda, chi sbuffa, chi adotta la tecnica preventiva e ti insulta per tutte le cacche sui marciapiedi del mondo come se il fatto di avere un cane al guinzaglio già significasse maleducazione!
Uffa! Rivendico il mio diritto ad avere un amico non umano, rivendico la possibilità di portarlo a spasso senza fastidi e assicuro di provvedere ai suoi corporali bisogni: detesto vederli (e pestarli…) per strada, figurarsi se IO non pulisco….

Insomma: l’educazione a 2 o 4 zampe è un fatto personale..
E di solito il maleducato non è MAI il canide…lui semmai (come sempre) si adegua..
Comunque. Se una passeggiata già può essere una via crucis, figuriamoci una vacanza.
Eurostar vietato, aereo complicato, alberghi a rischio di rifiuto, spiagge blindate:
per cane e canaio l’estate può essere un inferno!

Gli aiuti li trovate on-line.
L’Ente Nazionale Protezione Animali (una delle principali associazioni animaliste italiane), ha un sito dedicato: si chiama vacanze bestiali (!!) e spiega un po’ tutto, da cosa mettere in valigia (per il lui/lei amico peloso) a cosa fare prima della partenza,
etc etc etc fino agli indirizzi utili di pensioni e veterinari, di leggi e regolamenti…
Navigando ho scoperto che on line ci sono una serie di aiuti impagabili. Tra i tanti segnalo: www.dogwelcome.it, www.pets-hotels.it, www.cyberdogsmagazine.com, www.vacanzeanimali.it, www.turistia4zampe.it, www.dogwelcome.it.

Non Solo Internet.
E’ appena uppena uscito il libro Voglio un amico a 4 zampe! di Giulia Settimo (giornalista e scrittrice), edizioni red!. Parla del rapporto tra animali e infanzia, analizza tutti i pro e i contro di prendere un cane come compagno di giochi per i propri figli.
Da leggere: tanti abbandoni nascono per poca esperienza/coscienza/conoscenza sull’argomento.
Non importa il colore politico, la sensibilità (animalista e non) è trasversale: il Ministro del Turismo Michela Brambilla ce l’ha. Ha presentato uno spot istituzionale (a cartoon) contro l’abbandono estivo e sul suo sito fa il punto sulla situazione dei maltrattamenti: «Ogni anno vengono abbandonati 135mila animali».

Gino il cane di design
E per tornare al tema nostro dopo la digressione animalista, vi racconto la storia di Gaia & Gino. Gaye Cevikel è una designer turca. Gino il suo labrador.
Fondata nel 2004, la ‘loro’ società è nota come uno dei più talentuosi e creativi brand di design.
Per Gaia (e Gino, naturalmente) disegnano Arik Levy, Constantin Boym, Jaime Hayon, solo per citarne alcuni. L’artista Harry Allen il suo progetto l’ha dedicato direttamente a Gino.
Silhouette di un cane in cristallo, è in 4 colori e porta il nome del labrador imprenditore.

E buon design a tutti!

Iena Bi

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L’estate che verra’

Primo di luglio, fa caldo, il pensiero già perso dietro alle vacanze agostane.
Difficile rimanere ‘sul pezzo’, i ritmi si dilatano, non c’è che dire: il design attraversa i suoi 2 mesi di stanca. O forse son solo io che risento del clima e lascio vacante il mio osservatorio privilegiato… sorry. Ri-eccomi.

Vi presento i prossimi appuntamenti del design.

Da leggere assolutamente il volumone che raccoglie il meglio del progetto 2009 secondo l’Adi: per darvi altre news su Compasso d’Oro e dintorni c’è la fotonotizia.
Per il resto, adesso è periodo di gran saldi, la home page di AT Casa come sempre vi segnala giorno per giorno le date imperdibili per il design-shopping low cost.
Se da settembre la scena del progetto torna al suo splendore, per gli appassionati in corso e fino al 31.10 c’è la XIV Biennale di Scultura a Carrara dove persino gli architetti si cimentano con il marmo.

Una veloce panoramica degli incontri di Settembre.

C’è giusto il tempo per qualche bagno e un poco di tintarella poi tutti in Laguna.
Si ricomincia già il 29 agosto con l’inaugurazione della Biennale di Architettura di Venezia (fino al 21 Novembre). Attesissima la dodicesima edizione capitanata da Kazuyo Sejima, primo direttore donna della kermesse veneziana.

Doppio rendez-vous a Parigi: dal 3 al 7 settembre vanno in scena Maison & Objet e Meuble Paris.
Dalle novità outdoor agli arredi fino al Fuorisalone, i parigini ci san sempre fare.
Interessante soprattutto la monografica Upcycling proposta da Merci: dall’1 al 25 settembre in mostra ci sarà il meglio del design che rispetta l’ambiente.

Giusto un calice di champagne (e chilometri tra gli stand!) prima di tornare a Milano: dal 9 al 12 settembre c’è il Macef, la fiera dell’oggetto per eccellenza. L’89a edizione di Macef si presenta ricca di novità: restyling espositivo, nuovi nomi, c’è persino una “Miss Macef”. Poi vi dirò meglio!

Tutti british dal 23 al 26 settembre, c’è il 100% Design che ogni anno regala guizzi ironici Made in England.

E siam già a ottobre.

Anzi, ancora a fine settembre. A questo punto mi immmagino già stravolta ma ipermotivata andare a Bologna dove c’è il Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, dal 28.09 al 02.10. Come sempre ci sono da vedere e carpire tendenze, suggestioni e innovazioni tecnologiche per bagno & dintorni.

Vodka e Design a Mosca con I Saloni WorldWide Moscow organizzati dal Cosmit: sono dal 6 al 9 ottobre. L’anno scorso ci sono stata. Sarà la suggestione della Piazza Rossa, sarà il know-how degli organizzatori, la tre giorni moscovita mi è proprio piaciuta!

Per chiudere in bellezza la meta è in Belgio, a Kortrijk per la 22a edizione della Design Biennale Interieur, dal 15 al 24 ottobre. Non l’ho mai vista e sono curiosa, già promette bene visto che l’ospite d’onore della manifestazione è il talento emergente Junya Ishigami. Li avete visti i suoi pezzi per Living Divani? Meravigliosi!

Ecco, di sicuro ho tralasciato qualcosa: come dicevo all’inizio fa caldo, è luglio e son già vacanziera. Comunque c’è tempo.

Segnalatemi voi eventuali lacune: avanti fate VOI le iene!!!

E buon design a tutti,

Iena Bi

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Arte o design?

Che sollievo. Quest’anno a Basilea la domanda tormentone non se l’è fatta più nessuno. E se qualcuno si è azzardato si è sentito rispondere un “chi se ne frega” netto. Io sono contenta.

L’arte è una cosa, il design un’altra. In mezzo tutto un mondo di varianti, sperimentazioni, anomalie che non serve – e non è interessante – incasellare. Godiamoceli per quelli che sono.

Come l’incredibile pezzo che accoglieva i visitatori nel Padiglione 5, quello dedicato al Global Forum for Design: una seduta con desk del designer spagnolo Nacho Carbonell, ennesima variante sul tema di quelli presentati all’ultimo Salone del Mobile. Questa volta si tratta di una gigantesca struttura in ferro su ruote, che una volta chiusa sembra un riccio gigante, presentata dalla galleria milanese Rossana Orlandi. Si intitola Diversity Bush of Iron ed è stata venduta per 92.000 euro a dei collezionisti europei. Che importanza ha definire un’opera di questo genere?

Per me è sempre bella e coinvolgente la settimana di Art Basel e Design Miami/ Basel in Svizzera. Nonostante un freddo glaciale che ha costretto a un commercio internazionale di maglioni e sciarpe. Tutti si sono divertiti e anche le vendite in fiera sembrano essere andate molto bene. Qualche gallerista si è lasciato sfuggire un respiro di sollievo, all’idea che il peggio sia passato e si sia tornati all’epoca d’oro di 7 anni fa. E perché proprio 7, io non l’ho capito.

Però per questa edizione io ho avuto un aiuto, un trucco vero e proprio. Ho scoperto il giorno prima della partenza – rocambolesca, come sempre – l’applicazione dell’iPhone dedicata alla fiera (ma ne esiste una simile anche per Blackberry). Fedele alla grafica rigorosa e ai colori eleganti tipici di Basel Art, è stata una Show Guide utilissima. Forse un po’ pesante da scaricare, e purtroppo accedere alla connessione wireless non è stato facile, ma ancora continuo a ripercorrere le immagini, i dettagli utili e futili di gallerie, gli innumerevoli eventi, mappe e percorsi, artisti presenti.

Abbasso i pesantissimi cataloghi, evviva i souvenir internettici!

liz

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Il tecno WC

Persino Marcello Lippi li ha citati!
Ospite della trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa dedicata ai Mondiali, il commissario tecnico della Nazionale Italiana si è vantato di essere di poche pretese in fatto di comodità:
‘Non come certe altre Nazioni che hanno voluto di tutto, persino i WC tecnologici!’.
Ecco, Lippi non sa quanto i Washlet siano l’ultima tendenza in fatto di tecnologia! Pulita, tra l’altro.
L’allenatore è ‘vecchia scuola’, un gentiluomo che non sta a guardare troppo per il sottile la stanza da bagno!
Ma mettete i giapponesi: da loro sono popolarissimi. Non a caso: li hanno inventati! E ora spopolano anche in Usa, Cina, Asia.
In questi giorni il lancio in Europa: ora vi dico.

Straparlo?
No, semplicemente parlo di gabinetti. Ebbè?
Il design da tempo ha invaso la zona più intima della casa.
Niente false ritrosie: affrontiamo il delicato tema del water! Del resto ci passiamo seduti molte ore della nostra vita, ci avete mai pensato!!?
E poi che water! Il washlet è “Un prodotto contemporaneo che migliora la qualità della vita” come lo definisce la giapponese Toto, casa produttrice di sanitari dal 1911. La prima a mettere a punto il tecno-wc nato negli anni Ottanta.

Adesso i washlet arrivano in Europa.
Dal cuore del design district londinese di Clerkenwell, Toto si lancia alla conquista del lato B degli europei!
Il negozio appena inaugurato è un sofisticato esempio di architettura zen: superfici di bambù, luci soffuse, nettezza e ordine. Elegante e accogliente, sembra una boutique!!!

Ma cosa ha di speciale sto WC? TUTTO!
La prima differenza è che funge anche da bidet. Acqua e sapone per irrorare ‘l’area’e poi aria calda per asciugare.
Pure la plizia (e le funzioni corporali) diventano zen!
Ma non solo: tra i comandi ci sono, musica di sottofondo per nascondere i rumori molesti, apertura e chiusura automatica del coperchio (io detesto chi lo lascia aperto ad esempio: quante litigate coi fidanzati mi sarei evitata nella vita!!!), getto autopulente etc etc.
Insomma, Lippi rimarrebbe lì impalato.
Forse cercherebbe un più normale albero per fare pipì!!

Il futuro è in questa Clean Technology.
Che garantisce igiene al cento per cento, riduce lo spreco di acqua (del 40% rispetto ai tradizionali), azzera quello di cellulosa (della cartaigienica, per capirci).
Qualche gossip sul nuovo accessorrio superlusso?
I washlet ci sono nel tempio della moda parigina, Colette, per dirne una. Ma anche Madonna pare non ne possa fare a meno!

Anima nippon e segno italiano.
Il washlet europeizzato ha forme più morbide, ricorda i ‘nostri’ wc. Quelli di Toto lo hanno fatto disegnare al designer italiano Stefano Giovannoni. Costo attuale tra i 1000 e i 1500 euro.
Tra i mercati considerati più promettenti dai nipponici ci sono Italia e Germania. Lippi a parte!

E buon design a tutti!

Iena Bi

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Riti Antipioggia

A Milano & dintorni piove.
Le previsioni su meteo.it danno acqua per tutta la settimana.
Uff, abbiamo avuto uno sprazzo d’estate e subito siam ripiombati nel grigiore autunnale!

Mentre in Sicilia i miei amici dopo il lavoro corrono in spiaggia (eh: mi telefonano a comunicarmelo, giusto per NON farmi schiantare d’invidia!) e quelli romani vanno a Fregene o si spingono fino a Sabaudia, noi qui si ammuffisce.

Ho pensato a una soluzione di design.

Prendete uno dei coloratissimi Domestic Landscape (misurano 372 x 300 cm, costano 480 euro) dei francesi di Domestic.

Per comprarlo basta un clic, hanno un celerissimo shop on-line,
indi
appendetelo al muro come un wallpaper, chiudetevi in una stanza con le tende tirate (per non vedere l’ennesimo acquazzone, of course) e una musica caraibica (va bene anche la bossanova!) et voilà: è come se splendesse il sole!

Geniale no?
Evviva le illusioni, sono scacciapensieri.
Evviva la fantasia, antidoto alla noia!

Potete scegliere tra il sole Flower di Tado, l’arcobaleno Rainbow (che viene DOPO la pioggia, si spera) disegnato da Coco Tassel, il cielo azzurro e digitale Earth 1.0 di Geneviève Gauckler, il chiarore astrale di D Fuse landscape two firmato Matali Crasset o l’idilliaco Mont Rose, peasaggio montano in rosa confetto dei Pandarosa.

Se volete buonumore più a buon mercato, scegliete la natura fantasy dei Wall Drawings, gli stickers in vinile da muro che vanno dai 30 ai 70 euro. A (mia) scelta: di Ineke Hans i Golden Birds, il carciofone gigante Arti-choke dei Timorous Beasties, di Matali Crasset i Dotline orange o l’Arbre à pastilles, di Ich&Kar il Chroma, il Sunshine o le Coccinelles. Basta consultare il sito: a ciascuno il suo disegno.

PS: altri due super indirizzi per i vinili da parete: www.silviastickers.com e www.vinyluse.com

E speriamo che la strategia antipioggia ci ri-porti il sole!

E buon design a tutti

Iena Bi

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Design all’asta

Avete denaro da investire? Datevi al design! Magari quello in edizione limitata o addirittura in unico esemplare.

Si lo so non sono molti quelli che possono permettersi cifre stratosferiche per prototipi e pezzi unici.

Io personalmente a metà mese inizio ad aspettare

(con ansia via via crescente) lo stipendio successivo.

Ma da Brad Pitt a Luca di Montezemolo passando per tanti altri anonimi, ma altrettanto facoltosi collezionisti, sono in molti che oggi si stanno spostando a Basilea per fare shopping d’arte e di design.

Belli e impossibili.

Da domani, dicevo, va in scena Art Basel, la fiera d’arte contemporanea più importante del mondo. All’edizione dello scorso anno l’attore americano ha comprato tutte le opere di Nacho Carbonell. Microarchitetture di cartapesta al limite tra arte e progetto. Quest’anno Rossana Orlandi, la sua gallerista di Milano, ci riprova portando una nuova collezione dal nome Diversity. Chi è stato al Salone del Mobile ha avuto la fortuna di vedere i 17 esemplari. Super.

Poi ci sono le aste. Con una selezione di pezzi davvero speciali. Sotto tutti i punti di vista: progetto e denaro. I lavori di Marc Newson, Ron Arad, dei fratelli Bouroullec, di Ross Lovegrove sono battuti a prezzi iperbolici. Un esempio per tutti? Lockheed Lounge di Marc Newson, chaise longue in fibra di vetro, a maggio 2009 è stata venduta da Phillips De Pury & Company alla cifra record di 1.105.250 sterline.

Adesso c’è una nuova asta di design.

Curata da Sotheby’s si svolge nello storico Sudeley Castle. Dimora nobiliare inglese, ospitò re e regine, da Anna Bolena a Elisabetta, da Enrico VIII a Carlo I a Georgio III.

Tra giardini di rose rare, erbari e antiche rovine è un luogo mozzafiato. Se capitate vicino a Winchcombe, nel Gloucestershire, fateci un giro. Anche senza l’asta di Sotheby!

E comunque: i pezzi di ultima generazione in questo contesto stanno straordinariamente bene. Come la poltrona Bob Bon Gold di Marcel Wanders.

Così se volete investire o solamente curiosare, more info presso: Loic Le Gaillard from Carpenter Workshop gallery on loic@cwgdesign.com, t +44 203 051 59 39.

E buon design a tutti.

Iena Bi

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Auto da festa

Che sia stato un successo è certo. Basta pensare alla quantità di gente che ha partecipato. E a quanta è rimasta a bocca asciutta fuori dal Superstuidio Più. In attesa in fila, cheek to cheek con i pressanti buttafuori.

Il Subject60 Party Tour è andato in scena a Milano.
E una volta dentro il grido era Dance dance dance!

Protagonista la Volvo Naughty; fiammante prima donna di una serata davvero speciale!
E oltre il bolide eletto a regina della festa, tutto il resto è stato super!

Oggi su Fcebook i commenti spaziavano da “ I love Lykke Li” a “Adesso faccio un corso da barista e mi unisco al No Label Bar”.
Uahh!!

Iersera al Superstudio Più di via Tortona, c’erano davvero file chilometriche (anche troppo a dire il vero): tutti volevano esserci!
Che dire, è stato The Event come IO avevo profetizzato: Iena sa, si sa!!!

I Pig DJ hanno spaccato, la bella cantante svedese ha sedotto tutti,
e i drink: fantastici cocktail che andavano giù come acqua!!!
(hic!)
Facce “belle”, gente divertita, felice di essere lì.
Unanime il commento su Lykke Li: BRAVA!!!!!

Spiazzante e coinvolgente la sua musica elettropop, sospesa tra il senso di emergenza e la leggerezza di uno spirito giovane. Voce angelica su melodie grevi. Da brivido!
Peccato solo che il concerto sia durato poco. Poche canzoni, il pubblico ne avrebbe volute il doppio del doppio.
Comunque: breve ma intenso.

Il popolo Naughty era vario, modelle, scalmanati coi pantaloni arrotolati, signorine con scarpe all’ultimo grido (eh, le donne notano certe cose, come insegna Carrie Bradshaw di Sex and the City), bei fanciulli, donne mozzafiato, eccentricità varie come una gabbietta per uccelli trasformata in borsa.

La serata, modaiola e internazionale, è scivolata via in un attimo. Un pensiero speciale per i baristi e le bariste gentili, capaci di fronteggiare le torme accaldate con un sorriso. Per le ragazze con magliette strutturate come ali d’angelo che portavano piccoli dolci cremosi (ma faceva troppo caldo!). E per i ragazzi in camice bianco da laboratorio che si aggiravano per le stanze: ma qual era la loro funzione? I fotografi scatenati e simpatici.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene.
E buon design a tutti!

di Iena Bi

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Invitati speciali

Domani il naughty-party di Volvo. Tra musica elettro pop e drink da urlo, Milano ballerà fino al mattino. E voi ci siete?

I londinesi ne parlano ancora. I molti festaioli british che hanno partecipato a ‘The Event’ (eh si, ho spie anche lì!) mi dicono che la tappa inglese del Subject 60 Party Tour è stata ‘very cool’
E loro di party nella capitale del British Style se ne intendono! Dopo Berlino, anche Londra promuove il lancio extra ordinario che Volvo sta portando in giro per l’Europa.
E ci credo: hanno ballato fino al mattino al suono del sound system di DJ internazionali, apprezzato (e bevuto) i drink del No Label Bar (è l’anima cocktail del tour), ascoltato (e ammirato) la voce swedish di Lykke Li.

La protagonista della scena naturalmente è lei,  la nuova nata di casa Volvo.
Se i francesi già la chiamano Naughty-Chic (eh, si sa che da veri adorati snob, loro francesizzano ogni parola!), per i british è la
Naughty-Cool. Per i berlinesi vale un’esclamazione: wunderbar!
Meravigliosa! Insomma, la birichina appena nata già ha conquistato i young talents!

Ma attenzione! Oggi è il pre D-Day.
Domani tocca a noi. Il 10 giugno scatta l’ora x.
Il Subject 60 Party Tour arriva a Milano. The event is here!
Dove? Come? Eh no, per saperlo ci vuole il cubo.
Cercatelo, trovatelo e le porte del party più esclusivo del mese si apriranno per voi! Affrettatevi. Il tempo stringe.

Ve l’ho già detto: se volete essere tra gli happy few dovete prendere il cubo al volo!!
Dai, impossibile che non sappiate di cosa parlo!!
Per i distratti: cliccate qui per le puntate precedenti.
Per tutti gli altri: velociii!!
Restano pochi cubi/inviti!
Sapete già tutto no? Ci sono tre cubi nascosti, contengono il codice per registrarsi al Subject 60 Party Tour.
Valgono un invito per due persone al party di domani!
Sono in 3 luoghi milanesissimi. Uno è in un tempio dell’architettura, palazzo firmato Muzio e Ponti,
l’altro è in una Torre Anni 40 che domina la città
l’ultimo è vicino a un ponticello nel cuore verde meneghino, il Parco Sempione.

Usate i vostri iPhone o Smartphone Android come spiegato qui, seguite gli indizi che ho disseminato nei vari post.
E divertititevi!!!

Naturalmente: buon naughty design a tutti!
Iena Bi

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La parola agli alberi

Sarà la voglia di bella stagione, sarà che in città ci sono pochi alberi, ma ho trovato un’oasi in questo piccolo libro firmato da Marcus Parisini.  S’intitola “La danza degli alberi”, 180 pagine in cui ai disegni dell’illustratore genovese si alternano aforisimi.

Un piccolo volume voluto da Valcucine che con gli alberi ha praticamente un flirt: una relazione che spazia dalle politiche di riforestazione in partnership con BIOFOREST, l’associazione per la rigenerazione degli ambienti naturali alla pubblicazione della collana di cui fa parte questo piccolo libro.

E così troviamo le parole illuminate di Hegel che ci consiglia di “ascoltare la foresta che germoglia piuttosto l’albero che cade” o antichi proverbi africaniQuando muore un albero, muore anche la sua ombra”.

Un piccolo compendio di contemplazione che, se non basta a dare l’illusione di stare in una foresta, quantomeno fa venire voglia di andarci. Almeno così è successo a me. Infatti ho deciso di partire, verso qualche bosco dove (ri)porterò alcune tra le parole trovate tra le pagine di questo libro. Come quelle di Martin Luther King: “Se domani il mondo verrà distrutto, io oggi pianterò un albero”.

di Leosunsi

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