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Benvenuti AT Casa


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Presentarsi attraverso le case. Come fossero autoritratti. Per saperne di più, per vedere come si vive nelle città, in case anche piccole, magari dividendo gli spazi con altri. Magari mescolando vita e lavoro.

Interni intesi come espressioni di pensieri, stili, gusti.

Inizio io: the newyorker. Mi presento attraverso la mia casa milanese sui navigli. Fuori è la tipica casa di ringhiera. Dentro (sono un designer)  l’ho arredata con mobili recuperati negli anni mentre mettevo a posto le case degli altri. Certo non mancano i pezzi di design contemporaneo, ma convivono con altre storie e altre epoche.

La parola alle immagini. Vi invito a fare altrettanto

di the newyorker

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Benvenuti AT Casa
Commercio Materiale Elettronico

Tags: altre-storie, arredata-con, casa, case-anche, design, intesi-come, lifestyle, mentre-mettevo, milanese-sui, newyorker, parola-alle, the-newyorker, vive-nelle

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Iena e le case degli altri


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Non l’ho ancora letto.
Quindi non è una recensione in piena regola.
Ma la scrittrice la conosco.
L’ho incontrata lo scorso gennaio ai giardinetti di via Conca del Naviglio.
Di solito le chiacchierate tra proprietari di cani sono una noia tremenda. Con Hilary no. Uno spasso. Ha un cane enorme Bartleby, detto Bart. L’ha preso al canile adulto e un po’ malandato.
Già solo per questo l’avrei adorata. Poi mi ha parlato della sua casa, completa di soppalco e pareti blu, e non lo so cosa, forse il suo cappottino rosso fuoco che spiccava nel grigio milanese o i ricci biondi che le ricadevano scomposti sulle spalle. Ecco, Hilary Belle Walker l’ho trovata speciale. Siam diventate amiche su facebook.
Adesso ha scritto un libro “Case Altrui”  (www.cairoeditore.it).

Una storia personale in cui è facile identificarsi.
Milano, i Navigli, gli happy hour, la ‘nouvelle’ povertà fatta di bollette non pagate e abiti ostaggio del tintore fino allo stipendio successivo, di incontri e amici, di amori e amanti, di parchetti per cani e ladri di biciclette.
E poi di case. Come recita il titolo.
Quella di Hilary e le case altrui. Bellissime.
Case da abitare per il breve tempo di una fantasticheria ad occhi aperti. Dove rifugiarsi per gioco quando essere se stessi è troppo faticoso.
Lo faccio anch’io. Mi rifugio in case luoghi e sentimenti di un altrove.
Dove la casa è la metafora di se stessi. È il luogo dell’anima.

Eccovi una Iena per niente Iena.
Che vi svela un attimo tutto suo.
Ma basta intimismo. Oggi mi vado a comprare il libro.
Se volete sbirciare una Milano riconoscibilissima (così recita il riassuntino sul sito della casa editrice n.b) e una storia molto simile a quella di molti di noi, fatelo pure voi.
Sennò ecco il motivo di sto mio post così poco ienesco. L’idea è di The Newyorker ma mi pare ottima.

Postate scorci delle vostre case. Parlano di voi.
Fotografate (bene, mi raccomando, sennò quei poveretti di AT CASA devono ritoccarle a photoshop e non è il caso, son già sovraccarichi di lavoro) i VOSTRI angoli preferiti.
AT ve li pubblica. Iena ve li stronca! Ah AH.
No no non è vero. Posterò anch’io immagini della mia tana. Sarà sotto gli occhi indiscreti di tutti voi.
Intanto come avrete già letto il gioco si chiama Benvenuti AT Casa.
Avanti, digitale in mano: girate per le stanze del vostro io, scattate, postate. Vediamo chi siete.
E buon design a tutti

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