Articoli marcati con tag ‘design’

Primary Secondary Pumping

You may have heard your home heating system referred to as a “- system”, but what does this mean?

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Primary Secondary Pumping

Can ITT RCW Help Me Go Green?

Of course! In fact, was recognized as the number one General Industrials Company in Newsweek’s 2009 Green Ranking. “ITT produces many products that are highly beneficial to the environment,” said the magazine in its citation.

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Can ITT RCW Help Me Go Green?

Gino il cane di design

L’estate si avvicina e lancio il mio appello! Non abbandonate i vostri , siete voi le bestie, se lo fate! Ma questo non credo vi riguardi cari lettori di AtCasa!
Non penso che NESSUNO delle centinaia di migliaia di utenti mensili del portale faccia simili oscenità.
Invece so come avere in vacanza un compagno a 4 zampe possa essere a volte molto faticoso..
Con Mr Tatou ho vissuto 15 anni: il mio aristocratico e fulvo setter irlandese era un vero intellettuale. Garbato, bello, discreto: sapeva farsi benvolere da tutti e in viaggio si comportava da vero lord (“Se lo metti seduto su una sedia, Tato apre un libro e legge”, fu la battuta di un mio amico quando lo conobbe).
Poi è arrivata Nina. L’ho trovata abbandonata (appunto, non abbandonate gli animali), l’ho adottata: a 2 mesi era un meraviglioso (e innocuo) peluche di 4 chili. Poi è cresciuta. Incrocio tra un maremmano e un pastore abruzzese adesso di chili ne pesa 50 chili, ha una innata indifferenza/insofferenza verso la (mia) autorità e quell’aria da ‘bastarda’ che piace poco gente.

Animali siete voi! La diversità è un valore.

C’è chi ha paura, chi ti guarda scandalizzato manco andassi in giro nuda, chi sbuffa, chi adotta la tecnica preventiva e ti insulta per tutte le cacche sui marciapiedi del mondo come se il fatto di avere un cane al guinzaglio già significasse maleducazione!
Uffa! Rivendico il mio diritto ad avere un amico non umano, rivendico la possibilità di portarlo a spasso senza fastidi e assicuro di provvedere ai suoi corporali bisogni: detesto vederli (e pestarli…) per strada, figurarsi se IO non pulisco….

Insomma: l’educazione a 2 o 4 zampe è un fatto personale..
E di solito il maleducato non è MAI il canide…lui semmai (come sempre) si adegua..
Comunque. Se una passeggiata già può essere una via crucis, figuriamoci una vacanza.
Eurostar vietato, aereo complicato, alberghi a rischio di rifiuto, spiagge blindate:
per cane e canaio l’estate può essere un inferno!

Gli aiuti li trovate on-line.
L’Ente Nazionale Protezione Animali (una delle principali associazioni animaliste italiane), ha un sito dedicato: si chiama vacanze bestiali (!!) e spiega un po’ tutto, da cosa mettere in valigia (per il lui/lei amico peloso) a cosa fare prima della partenza,
etc etc etc fino agli indirizzi utili di pensioni e veterinari, di leggi e regolamenti…
Navigando ho scoperto che on line ci sono una serie di aiuti impagabili. Tra i tanti segnalo: www.dogwelcome.it, www.pets-hotels.it, www.cyberdogsmagazine.com, www.vacanzeanimali.it, www.turistia4zampe.it, www.dogwelcome.it.

Non Solo Internet.
E’ appena uppena uscito il libro Voglio un amico a 4 zampe! di (giornalista e scrittrice), edizioni red!. Parla del rapporto tra animali e infanzia, analizza tutti i pro e i contro di prendere un cane come compagno di giochi per i propri figli.
Da leggere: tanti abbandoni nascono per poca esperienza/coscienza/conoscenza sull’argomento.
Non importa il colore politico, la sensibilità (animalista e non) è trasversale: il Ministro del Turismo Michela Brambilla ce l’ha. Ha presentato uno spot istituzionale (a cartoon) contro l’ estivo e sul suo sito fa il punto sulla situazione dei maltrattamenti: «Ogni anno vengono abbandonati 135mila animali».

Gino il cane di
E per tornare al tema nostro dopo la digressione animalista, vi racconto la storia di Gaia & Gino. Gaye Cevikel è una designer turca. Gino il suo labrador.
Fondata nel 2004, la ‘loro’ società è nota come uno dei più talentuosi e creativi brand di design.
Per Gaia (e Gino, naturalmente) disegnano Arik Levy, Constantin Boym, Jaime Hayon, solo per citarne alcuni. L’artista il suo progetto l’ha dedicato direttamente a Gino.
Silhouette di un cane in cristallo, è in 4 colori e porta il nome del labrador imprenditore.

E buon design a tutti!

Iena Bi

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Gino il cane di design
Commercio Materiale Elettronico

L’estate che verra’

Primo di luglio, fa caldo, il pensiero già perso dietro alle vacanze agostane.
Difficile rimanere ‘sul pezzo’, i ritmi si dilatano, non c’è che dire: il attraversa i suoi 2 mesi di stanca. O forse son solo io che risento del clima e lascio vacante il mio osservatorio privilegiato… sorry. Ri-eccomi.

Vi presento i prossimi appuntamenti del design.

Da leggere assolutamente il volumone che raccoglie il meglio del progetto 2009 secondo l’Adi: per darvi altre news su Compasso d’Oro e dintorni c’è la fotonotizia.
Per il resto, adesso è periodo di gran saldi, la home page di AT Casa come sempre vi segnala giorno per giorno le date imperdibili per il design-shopping low cost.
Se da settembre la scena del progetto torna al suo splendore, per gli appassionati in corso e fino al 31.10 c’è la XIV Biennale di Scultura a Carrara dove persino gli architetti si cimentano con il marmo.

Una veloce panoramica degli incontri di Settembre.

C’è giusto il tempo per qualche bagno e un poco di tintarella poi tutti in Laguna.
Si ricomincia già il 29 agosto con l’inaugurazione della Biennale di Architettura di Venezia (fino al 21 Novembre). Attesissima la dodicesima edizione capitanata da Kazuyo Sejima, primo direttore donna della kermesse veneziana.

Doppio rendez-vous a Parigi: dal 3 al 7 settembre vanno in scena Maison & Objet e Meuble Paris.
Dalle novità outdoor agli arredi fino al Fuorisalone, i parigini ci san sempre fare.
Interessante soprattutto la monografica Upcycling proposta da Merci: dall’1 al 25 settembre in mostra ci sarà il meglio del design che rispetta l’ambiente.

Giusto un calice di champagne (e chilometri tra gli stand!) prima di tornare a Milano: dal 9 al 12 settembre c’è il Macef, la fiera dell’oggetto per eccellenza. L’89a edizione di Macef si presenta ricca di novità: restyling espositivo, nuovi nomi, c’è persino una “Miss Macef”. Poi vi dirò meglio!

Tutti british dal 23 al 26 settembre, c’è il 100% Design che ogni anno regala guizzi ironici Made in England.

E siam già a ottobre.

Anzi, ancora a fine settembre. A questo punto mi immmagino già stravolta ma ipermotivata andare a Bologna dove c’è il Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, dal 28.09 al 02.10. Come sempre ci sono da vedere e carpire tendenze, suggestioni e innovazioni tecnologiche per bagno & dintorni.

Vodka e Design a Mosca con I Saloni WorldWide Moscow organizzati dal Cosmit: sono dal 6 al 9 ottobre. L’anno scorso ci sono stata. Sarà la suggestione della Piazza Rossa, sarà il know-how degli organizzatori, la tre giorni moscovita mi è proprio piaciuta!

Per chiudere in bellezza la meta è in Belgio, a Kortrijk per la 22a edizione della Design Biennale Interieur, dal 15 al 24 ottobre. Non l’ho mai vista e sono curiosa, già promette bene visto che l’ospite d’onore della manifestazione è il talento emergente Junya Ishigami. Li avete visti i suoi pezzi per Living Divani? Meravigliosi!

Ecco, di sicuro ho tralasciato qualcosa: come dicevo all’inizio fa caldo, è luglio e son già vacanziera. Comunque c’è tempo.

Segnalatemi voi eventuali lacune: avanti fate VOI le iene!!!

E buon design a tutti,

Iena Bi

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L’estate che verra’
Commercio Materiale Elettronico

Il tecno WC

Persino Marcello Lippi li ha citati!
Ospite della trasmissione di Che tempo che fa dedicata ai Mondiali, il commissario tecnico della Nazionale Italiana si è vantato di essere di poche pretese in fatto di comodità:
‘Non come certe altre Nazioni che hanno voluto di tutto, persino i WC tecnologici!’.
Ecco, Lippi non sa quanto i Washlet siano l’ultima tendenza in fatto di tecnologia! Pulita, tra l’altro.
L’allenatore è ‘vecchia scuola’, un gentiluomo che non sta a guardare troppo per il sottile la stanza da bagno!
Ma mettete i giapponesi: da loro sono popolarissimi. Non a caso: li hanno inventati! E ora spopolano anche in Usa, Cina, Asia.
In questi giorni il lancio in Europa: ora vi dico.

Straparlo?
No, semplicemente parlo di gabinetti. Ebbè?
Il da tempo ha invaso la zona più intima della casa.
Niente false ritrosie: affrontiamo il delicato tema del water! Del resto ci passiamo seduti molte ore della nostra vita, ci avete mai pensato!!?
E poi che water! Il washlet è “Un prodotto contemporaneo che migliora la qualità della vita” come lo definisce la giapponese , casa produttrice di sanitari dal 1911. La prima a mettere a punto il tecno-wc nato negli anni Ottanta.

Adesso i washlet arrivano in Europa.
Dal cuore del design district londinese di Clerkenwell, Toto si lancia conquista del lato B degli europei!
Il negozio appena inaugurato è un sofisticato esempio di architettura zen: superfici di bambù, soffuse, nettezza e ordine. Elegante e accogliente, sembra una boutique!!!

Ma cosa ha di speciale sto WC? TUTTO!
La prima differenza è che funge anche da bidet. Acqua e sapone per irrorare ‘l’area’e poi aria calda per asciugare.
Pure la plizia (e le funzioni corporali) diventano zen!
Ma non solo: tra i comandi ci sono, musica di sottofondo per nascondere i rumori molesti, apertura e chiusura automatica del coperchio (io detesto chi lo lascia aperto ad esempio: quante litigate coi fidanzati mi sarei evitata nella vita!!!), getto autopulente etc etc.
Insomma, Lippi rimarrebbe lì impalato.
Forse cercherebbe un più normale albero per fare pipì!!

Il futuro è in questa Clean Technology.
Che garantisce igiene al cento per cento, riduce lo spreco di acqua (del 40% rispetto ai tradizionali), azzera quello di cellulosa (della cartaigienica, per capirci).
Qualche gossip sul nuovo accessorrio superlusso?
I washlet ci sono nel tempio della moda parigina, Colette, per dirne una. Ma anche Madonna pare non ne possa fare a meno!

Anima nippon e segno italiano.
Il washlet europeizzato ha forme più morbide, ricorda i ‘nostri’ wc. Quelli di Toto lo hanno fatto disegnare al designer italiano Stefano Giovannoni. Costo attuale tra i 1000 e i 1500 euro.
Tra i mercati considerati più promettenti dai nipponici ci sono Italia e Germania. Lippi a parte!

E buon design a tutti!

Iena Bi

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A scuola di design

Ehi voi designer in erba credevate forse di riposare in questo (finalmente) caldo inizio estate? Non sia mai! Mettete via occhiali da sole e creme abbronzanti: sono aperte le iscrizioni ai Workshop della SPD, la Scuola Politecnica di Design di Milano.
Dal 25 giugno al 15 luglio i workshop estivi su car, interior e industrial design hanno 3 maestri d’eccezione. Patricia Urquiola, Martí Guixé e Chris .

In pratica, ecco il chi, cosa, dove, quando:

Patricia Urquiola: tema, ‘I cortili di Milano’, 25 giugno – 1 luglio 2010.
Mission: dall’analisi della funzione sociale dei cortili al comporre public design.

Martí Guixé: tema, ‘Food design’, 2 luglio – 8 luglio 2010
Mission: studiare ergonomia, logiche di mercato, forma, materiali, nome, packaging e rituali d’uso del cibo per creare oggetti commestibili.

: tema ‘Ricerca sulla discontinuità, il design della carrozzeria delle automobili del futuro’.
Mission: una riflessione sull’evoluzione del design dell’automobile per ricercare forme nuove e inaspettate.

Attenzione: i workshop sono in ligua inglese!!

E sono ammessi partecipazione “candidati provenienti da scuole e università di design e professionisti con un significativo background nei settori interessati: car design e ingeneering, architettura, interior o industrial design”.

A ciscuno il suo, ma concorderete che sono interessanti tutti e tre!

Per informazioni, costi e contatti: c’è un telefono: 02 21597590 e una mail: summerschool@scuoladesign.com.

Scuola Politecnica di Design SPD Milano

E buon design a tutti.

Iena Bi

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Sguardo a Oriente

Mi è sfuggita la notizia!
Ecco, io che mi vanto di esser (quasi) sempre sul pezzo, mi son sentita un poco umiliata!
Visti i miei 11642 messaggi mail, di cui 1127 non letti però mi auto-giustifico: capita.. Per fortuna ho letto la designews sull’home page, ieri!
Parlo della mostra di Yasutoshi libreria L’Archivolto di via Marsala.

Milano è Zen per un giorno ancora!
Sabato (libera dai Piombi della redazione!!) ci vado.
Anche perché è l’ultimo giorno per vedere questa mini poesia di e ombre. Timing: fino alle 21.00.
Con la sua TERASU EXHIBITION il designer japp mi ha già stregata.
E ho visto solo le immagini della fotonotizia e quelle del suo sito…
Queste luci paiono origami contemporanei con l’equilibrio sottile di una composizione Ikebana.
Insomma, evviva la magia zen che sintetizza arte e in un unico segno.
Se siete milanesi, passate anche voi.
Se siete al mare, ebbè: assenti giustificati!
E buon design a tutti.

di Iena Bi

Mi è sfuggita la notizia!

Ecco, io che mi vanto di esser (quasi) sempre sul pezzo, mi son sentita un poco umiliata!

Visti i miei 11642 messaggi mail, di cui 1127 non letti però mi auto-giustifico: capita.. Per fortuna ho letto la desnews sull’home page, ieri! (http://atcasa.corriere.it/News/Arredamento/Luci/2010/20/yasutoshi-mifune.shtml)

Parlo della mostra di Yasutoshi Mifune alla libreria L’Archivolto di via Marsala.

Milano è Zen per un giorno ancora!

Sabato (libera dai Piombi della redazione!!) ci vado.

Anche perché è l’ultimo giorno per vedere questa mini poesia di luci e ombre. Timing: fino alle 21.00.

Con la sua TERASU EXHIBITION il designer japp mi ha già stregata.

E ho visto solo le immagini della fotonotizia e quelle del suo sito…

Queste luci paiono origami contemporanei con l’equilibrio sottile di una composizione Ikebana.

Insomma, evviva la magia zen che sintetizza arte e design in un unico segno.

Se siete milanesi,

passate anche voi.

Se siete al mare, ebbè: assenti giustificati!

E buon design a tutti.

Iena Bi

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Maison Martin Margiela

Il fashion designer belga è tra i più graffianti talenti contemporanei.
Si sa: ha uno stile inconfondibile e un suo personalissimo modo di vedere le cose. Abiti, oggetti, luoghi. Tutti declinati nel nome del bianco. Un bianco continuamente variato in sfumature e sfaccettature. Che ricopre tutto di una patina senza tempo. E restituisce solo la materia e la forma. La regola del gioco Margiela è l’ambiguità. Tutto appare diverso da quello che è. Compreso lui stesso. Che da anni ha scelto di negarsi, di cancellare la sua figura, forse per far emergere al meglio la sua etichetta senza nome, un rettangolo bianco fermata da solo quattro punti bianchi applicato non dentro ma a vista sul retro del vestito, della t-shirt o del maglione . Se la indossi, ecco: ti senti pure tu subito diverso.

La sua filosofia del no logo è potente come una griffe gridata a lettere cubitali.
E iper sofisticata. Adesso il marchio appartiene al gruppo Diesel capitanato da Renzo Rosso. Martin lo scorso anno ha lasciato la direzione creativa.
Come addio, ha firmato una collezione casa indimenticabile.
Ve l’hanno raccontata nell’articolo L’atelier delle idee
(nello Speciale Salone 2009) le parole di Nina Tatou. E le foto di Alessandro Mussolini. Che ho rubato e son qui sotto.
La Casa MMM era l’esatta riproduzione delle stanze del quartier generale Maison Martin Margiela al 163 di rue Saint Maur all’angolo con rue Darboy, undicesimo arrondissement, Parigi.

Adesso i pezzi sono in produzione.
Il celebra la casa fantasma e fantastica di MMM.
Tanto colma di tonalità che la producono in tre.
L’italiana Baleri (via Felice Cavallotti 8) produce gli imbottiti. Forme morbide rivestite da housse candide. Stropicciate. Come abiti firmati indossati con noncuranza. Andate a sedervici sopra. Sembra subito di esssre ALTROVE!
La francese Chevalier intesse i tappeti. Di lana e di seta, portano le tracce di zampe canine, la silhouette di una porta, il segno di un’impronta. Sono poesia da calpestare.
Sempre francesi gli Eno. Loro gli MMM complementi: una piuma sopprammobile, una sfera di vetro piena di neve, una bottiglia candela, il portagiornale in legno di quelli d’antan, da bistrot, le porte trompe l’oeil Oggetti del desiderio onirici.

Non solo prodotti.
MMM sarà anche protagonista di due prestigiosi.
Everything must go! È l’attesissima mostra mercato dei Droog Design (in via Alserio 22):
5074 objet trouvé riportati a nuovi fasti dalla creatività Duch.
Immaginate vero? Quelli customizzati dalla Maison sono bianchi!
Io ci spenderò lo stipendio di maggio (se va bene) già me lo sento.
Non vedo l’ora di fare lo shopping art!
La Maison in una stanza è l’installazione di MMM da Dieci Corso Como (dal 10 Aprile fino al 31 Maggio, c.so Como 10). Abiti e oggetti tra trompe l’oeil dal sapore parigino che mostrano un camino, porte e panelli di legno inciso, finestre e scorci retrò. Tutto attorno il bianco e il vintage.
In puro stile Margiela.

Si: lo amo. Sono assolutamente parziale.
E buon design a tutti!

IenaBi

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Il design lava più bianco

“Ma dai pure il al Fuorisalone!”: l’escamazione mi è venuta spontanea…Vedere il nome di un detersivo associato Week spiazza, no? Poi la riflessione successiva “Ma vuoi vedere che…”.

Letta la cartella stampa, che ora vi illustro, l’iniziativa mi è sembrata un’occasione sprecata.

Per ora. Perché invece di lanciarmi in polemiche ienesche, rilancio all’ Ufficio Stampa Henkel e al brand del pulire tutto, la mia controproposta. …

Ma vado per ordine.

Dal 13 al 19 aprile al primo piano del Superstudio 13 di via Forcella, la Dixan Piatti in collaborazione con la scuola di Design e Alice firma «una iniziativa che rivoluzionerà un dettaglio fondamentale dei nostri acquisti» dicono loro.

Da qui il “Ma vuoi vedere che…”.

Speravo si reinventassero in chiave design.

Con l’estetica dei packaging affidati ai designer: già mi vedo al supermercato contendermi con una casalinga ignara e con uno studente di architettura consapevole gli ultimi due flaconi di lavapiatti al limone disegnati da Dror o Nendo, per dire..

Ma non solo: di più!!! Credevo che avessero (finalmente) deciso di cavalcare la nuova onda verde.

Con l’ecologia ormai di moda (di necessità virtù, recita il detto popolare) già mi vedevo la Dixan inaugurare l’era del flacone ricaricabile. Ve lo immaginate? Uno va nel centro commerciale con la sua bella (da quella sinuosa disegnata da Karim Rahid alla minimal di Ora Ito, per capirci) bottiglia VUOTA. Lì c’è un bel distributore di detersivo (di vetro alla Jean Nouvel, di legno alla Matteo Thun, di plastica firmato Kartell, per dire), metti un euro, pure due o tre. E vai a casa con lo stesso flacone PIENO. Semplice no? Ecco proprio no.

La DixEAN Revolution, «una iniziativa che rivoluzionerà un dettaglio fondamentale dei nostri acquisti» (qui repetita iuvant), è una customizzazione dei codici a barre (ean in inglese) fatta da giovani artisti non specificati. Sul sito dedicato si può votare il bar code preferito….E « Ogni consumatore potrà creare il proprio art code: fra tutti quelli che verranno caricati sul sito il più votato vincerà un netbook Sony VAIO».

L’aggancio con il design è l’allestimento fatto da , l’esposizione dei lavori degli studenti dellla Scuola Politecnica a tema codice a barre, e un Bar (ah ah, il Bar Code, appunto) per rifocillarsi.

Ripeto (re-repita iuvant): l’iniziativa mi sembra un’occasione sprecata.
Invece che lanciar strali, lancio la sfida. Al della Henkel.
Prendete spunto dalla mia idea, e l’anno prossimo STUPITECI con la VERA rivoluzione.
Quella di un industrial design. Con l’anima verde.
Guardate che a parer mio, sarebbe un successo d’immagine, un investimento sul futuro. E pure un .
Se volete consulenze, Iena è qui.

E buon design a tutti.

di Iena Bi

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A volte ritornano

Eccomi!

Vi mancavo eh? Siamo a meno 12 giorni dal Salone. Da adesso non vi lascio più.
Aspettando che cominci, ogni giorno vi farò una soffiata sulla prossima week.

E aspettatevi sorprese: festa delle idee – dal 7 prossimo apre lo Speciale Salone di At Casa – i miei saranno sguardi inaspettati. Il design tra gossip, party, rossetti e drink. Ma non solo. Ci saranno le critiche e le riflessioni. L’ironia e la perfidia. Insieme ci divertiremo. Ve lo prometto!

E adesso a noi.

Allora: so per certo che la patinatissima rivista Apartamento al Salone farà un evento legato al cibo (che si richiama anche all’attualità e al tema del prossimo Expo di Milano).
Queste le parole di Marco Velardi, editor in chief della rivista:

«..L’idea è di portare insieme oltre trenta designer a riflettere sul tema cibo (frutta …e verdura) per celebrare la release del 5° numero della rivista, mettendo in vendita pezzi unici commissionati per l’occasione, e condividendo ricette e piccoli segreti di ogni giorno. Tra i nomi coinvolti ci sono: Lars Frideen, Max Lamb, David Weatherhead, Bertjan Pot, ok-rm, Marco Dessì, , e molti altri tra soliti sospetti e nuovi talenti».

Un evento di live design che si preannuncia interessante, movimentato, gustoso (ma ci saranno anche vini, ad accompagnare i pinzimoni? I hope so!!!) e soprattutto originale.

A domani.
E buon design a tutti!

di IenaB

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