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EcoIena Bi
Sono una compulsiva dell’acquisto. Pericolosissima, capace di spendere cifre iperboliche in pochi minuti. Snobbissima, con l’istinto che mi porta (pure a occhi chiusi, vi giuro: è una malattia professionale) sempre verso il pezzo (o il capo) più bello e più (sob) caro. Lunatica.
Passo dal vestitino firmato alla cartoleria (di Muji, però), dai cosmetici alle piante. Vi ricordate la protagonista del libro di Sophie Kinsella, I Love Shopping? Rebecca Bloomwood è sempre alle prese con solleciti bancari, carte di credito abusate e guai vari. Ecco. C’est moi.
Quindi ci vado a nozze con sto post.
C’è una nuova web-vetrina dedicata allo shopping bio. WOW
Non solo frutta e verdura (che purtroppo non bastano a soddisfare le –mie- brame di possesso) ma di tutto un po’. E tutto ecosostenibile. Come dire, spendo e mi sento meno in colpa. Consumo ma bene. L’Emporio Ecologico si ispira alle botteghe di una volta. Un e-commerce che spazia dai cibi bio a eco-prodotti per la cura e la bellezza del corpo, della casa, degli animali fino a oggetti di design e idee regalo.
Come recita il comunicato stampa: «Tutti a portata di mouse e certificati dai più accreditati organismi di controllo».
Un clic e si apre l’eco-home page…ooh
Il caricabatterie solare. Profumi, incensi, set in cotone organico per lo yoga..vabbè.
Adoro tutto. Quasi quasi mi decido a fare meditazione pur di aver il tappetino trapuntato in tono grezzo. E forse comprerò anche i fagioli Azuki (detesto i fagioli, ma il packaging è così carino).
Mi fiondo nella sezione ‘Abitare’. Vediamo un po’.
Umh. Stile & Design ha solo 3 prodotti: winepocket, porta iPod e set di sottobicchieri sono “Gli oggetti di Josh Jakus, realizzati a mano a San Francisco, in California. L’utilizzo di stock di feltro proveniente da scampoli industriali rende questa linea eco-friendly” dice la spiegazione. Costo dai 18 euro. Bell’idea. Il sito ha appena aperto, di sicuro è (penso, spero, auspico) in fieri.
Elenco di tutti i prodotti per l’ambiente domestico:
Candele e incensi
Cucina Ecologica
Detergenti domestici
Idee regalo (lampade al sale: faranno bene all’umore ma sono di rara bruttezza)
Prodotti per il bucato
Stoviglie compostabili
Style & Design (di cui sopra).
La perplessità mi accompagna: eco si. Ma lo stile?
Chiamate un esperto di design cari fondatori (sempre dal press kit: “Andrea, Aaron e Riccardo, tre giovani professionisti ‘riciclati’ dall’home video al mondo ‘bio’). Fate in modo che le esigenze ‘ecologiste’ (“per dare un contributo concreto al movimento globale a favore di un consumo responsabile e sostenibile”, scrivono) si incontrino con quelle estetiche. Al Macef mi sono innamorata della Wooden Radio, tutta in legno di provenienza certificata, bella come il sole e superstilish. Eco e bello si può. E chi fa un eco brutto aumenta il pregiudizio dei più. E l’ira di Iena…
Etica e design? Si può. Ad esempio, basta sfogliare le web pagine di At Casa
Cari Andrea, Aaron e Riccardo: leggete Donatella Pavan sulle eco-proposte del Salone 09, la designnews su Regenesi (che idea, produce e commercializza oggetti di design con materiali di riciclo post-consumo. Oggetti per la casa e accessori moda in alluminio, vetro, plastica, pelle, cartone creati da designer come Denis Santachiara, Giulio Iacchetti, Marco Ferreri, Matali Crasset, Setsu e Shinobu Ito, www.regenesi.com ) o quella sulla lampadina Ecò.
E così via.
Non vi chiedo di arrivare alle sofisticatezze di Kellam Clark (chi è ve lo dice Ale Valenti).
Ma un po’ di cultura in materia ci vuole.
Eco Logico Eco Sostenibile Eco Design. Le parole sono importanti.
Vi ricordate Nanni Moretti in Palombella Rossa? Le parole sono importanti.
Studiate voi dell’Emporio. E non solo voi. Ma tutti quelli che si tingono in “green” e blaterano di design. Maddai! Oppure, piano B: non mandate il press kit a quella iena di Iena.
E buon design a tutti.
Iena Bi

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Il tetto nuovo
Devo rifare il tetto della mia casa di campagna e ho capito che questa è l’occasione giusta per tutta una serie di interventi: isolarlo meglio, mettere dei pannelli solari termici o fotovoltaici e finalmente mettere le canne fumarie in acciaio nei camini per evitare rischi d’incendi.
Dopo mesi che ci ragiono ho deciso di isolarlo con la cellulosa insufflata – materiale eco ricavato dalla carta riciclata dei giornali – che permette di arrivare anche negli punti più irraggiungibili – quando la si lavora è polverizzata – e di mettere dei pannelli fotovoltaici.
La prima funziona con i dovuti accorgimenti anche sui tetti a volta. Costa tra i 130 e i 170 euro al metro cubo, per 180 metri quadrati di soletta con uno spessore di circa 15 centimetri ne servono circa 23 metri cubi: l’offerta più conveniente finora è quella di Sfera, una società di Collegno (TO) che mi sembra molto affidabile. La spesa si aggira attorno ai 3500 euro. Il risparmio dovrebbe aggirarsi attorno al 15% rispetto ai consumi attuali.
Conoscete proposte più interessanti?
Sempre loro dovrebbero farmi l’impianto fotovoltaico: 18.000 euro circa per 3 kw. A conti fatti la rata del mutuo per 3 kw di pannelli fotovoltaici equivale a quanto rimborsato dal Conto Energia per la produzione di un impianto integrato nel tetto con lo scambio sul posto, oltre, ovvio, al risparmio dell’energia elettrica.
Mi sembra che ne valga davvero la pena…vi terrò aggiornati. Per i camini sto aspettando i preventivi.

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