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Design all’asta

Avete denaro da investire? Datevi al design! Magari quello in edizione limitata o addirittura in unico esemplare.

Si lo so non sono molti quelli che possono permettersi cifre stratosferiche per prototipi e pezzi unici.

Io personalmente a metà mese inizio ad aspettare

(con ansia via via crescente) lo stipendio successivo.

Ma da Brad Pitt a Luca di Montezemolo passando per tanti altri anonimi, ma altrettanto facoltosi collezionisti, sono in molti che oggi si stanno spostando a Basilea per fare shopping d’arte e di design.

Belli e impossibili.

Da domani, dicevo, va in scena Art Basel, la fiera d’arte contemporanea più importante del mondo. All’edizione dello scorso anno l’attore americano ha comprato tutte le opere di Nacho Carbonell. Microarchitetture di cartapesta al limite tra arte e progetto. Quest’anno Rossana Orlandi, la sua gallerista di Milano, ci riprova portando una nuova collezione dal nome Diversity. Chi è stato al Salone del Mobile ha avuto la fortuna di vedere i 17 esemplari. Super.

Poi ci sono le aste. Con una selezione di pezzi davvero speciali. Sotto tutti i punti di vista: progetto e denaro. I lavori di Marc Newson, Ron Arad, dei fratelli Bouroullec, di Ross Lovegrove sono battuti a prezzi iperbolici. Un esempio per tutti? Lockheed Lounge di Marc Newson, chaise longue in fibra di vetro, a maggio 2009 è stata venduta da Phillips De Pury & Company alla cifra record di 1.105.250 sterline.

Adesso c’è una nuova asta di design.

Curata da Sotheby’s si svolge nello storico Sudeley Castle. Dimora nobiliare inglese, ospitò re e regine, da Anna Bolena a Elisabetta, da Enrico VIII a Carlo I a Georgio III.

Tra giardini di rose rare, erbari e antiche rovine è un luogo mozzafiato. Se capitate vicino a Winchcombe, nel Gloucestershire, fateci un giro. Anche senza l’asta di Sotheby!

E comunque: i pezzi di ultima generazione in questo contesto stanno straordinariamente bene. Come la poltrona Bob Bon Gold di Marcel Wanders.

Così se volete investire o solamente curiosare, more info presso: Loic Le Gaillard from Carpenter Workshop gallery on loic@cwgdesign.com, t +44 203 051 59 39.

E buon design a tutti.

Iena Bi

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Auto da festa

Che sia stato un successo è certo. Basta pensare alla quantità di gente che ha partecipato. E a quanta è rimasta a bocca asciutta fuori dal Superstuidio Più. In attesa in fila, cheek to cheek con i pressanti buttafuori.

Il Subject60 Party Tour è andato in scena a Milano.
E una volta dentro il grido era Dance dance dance!

Protagonista la Volvo Naughty; fiammante prima donna di una serata davvero speciale!
E oltre il bolide eletto a regina della festa, tutto il resto è stato super!

Oggi su Fcebook i commenti spaziavano da “ I love Lykke Li” a “Adesso faccio un corso da barista e mi unisco al No Label Bar”.
Uahh!!

Iersera al Superstudio Più di via Tortona, c’erano davvero file chilometriche (anche troppo a dire il vero): tutti volevano esserci!
Che dire, è stato The Event come IO avevo profetizzato: Iena sa, si sa!!!

I Pig DJ hanno spaccato, la bella cantante svedese ha sedotto tutti,
e i drink: fantastici cocktail che andavano giù come acqua!!!
(hic!)
Facce “belle”, gente divertita, felice di essere lì.
Unanime il commento su Lykke Li: BRAVA!!!!!

Spiazzante e coinvolgente la sua musica elettropop, sospesa tra il senso di emergenza e la leggerezza di uno spirito giovane. Voce angelica su melodie grevi. Da brivido!
Peccato solo che il concerto sia durato poco. Poche canzoni, il pubblico ne avrebbe volute il doppio del doppio.
Comunque: breve ma intenso.

Il popolo Naughty era vario, modelle, scalmanati coi pantaloni arrotolati, signorine con scarpe all’ultimo grido (eh, le donne notano certe cose, come insegna Carrie Bradshaw di Sex and the City), bei fanciulli, donne mozzafiato, eccentricità varie come una gabbietta per uccelli trasformata in borsa.

La serata, modaiola e internazionale, è scivolata via in un attimo. Un pensiero speciale per i baristi e le bariste gentili, capaci di fronteggiare le torme accaldate con un sorriso. Per le ragazze con magliette strutturate come ali d’angelo che portavano piccoli dolci cremosi (ma faceva troppo caldo!). E per i ragazzi in camice bianco da laboratorio che si aggiravano per le stanze: ma qual era la loro funzione? I fotografi scatenati e simpatici.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene.
E buon design a tutti!

di Iena Bi

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Party al cubo

Continua la caccia al party. Quello di Milano, naturalmente. Perché a Berlino c’è già stato. Ecco le foto del Subject 60 Party Tour. Direttamente dalla città tedesca più cool, patria della musica elettronica. Tappa obbligata per young talents. Prima location per il debutto della nuova Volvo Naughty. I miei amici di Berlino ancora ne parlano. I contatti di Iena Bi, l’avrete capito, sono internazionali. Soprattutto se carini e festaioli. A loro la Naughty, così già la chiamano, è super piaciuta. Da quello che vedo piace anche a me. Un po’ aggressive, un po’ sensuale. Non vedo l’ora di provarla. Se solo avessi la patente. Però posso essere un perfetto navigatore. I casting per i piloti sono aperti.

A festeggiare il bolide c’erano l’elettropop Lykke Li, i Dj berlinesi, il pubblico!
Insomma, la domanda viene spontanea: chi ci sarà al party di Milano? Ma soprattutto chi di voi sarà tra gli happy few? Se volete esserci il prossimo 10 giugno continuate a seguire il mio blog. Vi condurrò fino a lì. Non tutti, sia inteso, solo i più bravi e astuti.
Come? Repetita iuvant, quindi riepilogo.
In palio 3 inviti, ciascuno per 2 persone. Bisogna conquistarseli. Viva la meritocrazia!

Per ottenerli partecipate alla CACCIA AL TESORO DIGITALE

I luoghi del tesoro? Cercateli nella mappa che trovate qui

VI REGALO degli INDIZI.
Dove cercare (e trovare!) il cubo del tesoro?
Pensate per simboli: design, architettura, paesaggio. Tutto in un breve raggio d’azione. In altre parole…non dovete scapicollarvi da una parte all’altra della megalopoli…….

Indizio numero 1. Magari ci passate tutti i giorni distrattamente. Comunque sappiate che vale la pena vederli e ri-vederli pure al di là della kermesse di Volvo!
Figuratevi che in 1 di questi, panoramico e straordinario gioiello milanese firmato Gio Ponti in nome del Subject 60 Tour vi fanno entrare (salire… indizio numero 2… di più non posso dire) GRATIS!
Milano da lassù è come non l’avete mai vista! Già questo è un bel regalo, no?!

Se volete stare con i piedi per terra, la seconda meta è il tempio del design. Nel giardino c’è pure una fontana firmata da Giorgio De Chirico. Dentro, oltre a cercare il cubo, le cose da fare sono tante.
Mostre, bookshop, bistrot, eccetera.

Il terzo luogo è più romantico. E’ un breve percorso che unisce due punti nel cuore verde della città. Chiaro no? Diciamo uno scorcio parigino nel centro storico meneghino. Adesso poi ci sono anche le papere.
Fatevi accompagnare nella ricerca, magari scoppia pure un temporary love primaverile.

Ricordate!
Quando arriverete sul posto, usate i vostri iPhone o smartphone Google Android
per individuare la posizione esatta del cubo.
Trovato il cubo, trovato il codice che vi farà vincere un ingresso per voi e per un vostro amico/a al party Subject60.

Ecco il tecno – riassunto per partecipare alla kermesse:
1. Cliccate sul link: avvia la ricerca che trovate sulla mappa qua sopra
2. Scaricate l’app LAYAR sul vostro telefono Android o iPhone 3GS
3. Andate in una delle zone segnate sulla mappa e aprite il link http://subject60.com/c/?atcasa sul vostro telefono per attivare Layar (ah! Consiglio! salvatevi il link tra i preferiti, farete prima)
4. Cercate il nascondiglio del cubo con le istruzioni di Layar
5. Appena trovate il cubo registrate il codice di 6 cifre per vincere l’invito.

Io ci sarò al party: vi aspetto!!! E buon design a tutti.

di Iena BI

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Le mostre di Roma e Milano

Eccoci qua.
Solo per ricordarvi alla mia maniera
(per le info istituzionali come sempre ci sono gli articoli di AT!)
due imminenti inaugurazioni.

Inaugurazione ufficiale del MAXXI di Roma.
Il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo firmato Zaha Hadid
a partire da domenica 30 maggio sarà definitivamente (e finalmente)
aperto al pubblico.
Le mostre inaugurali:
SPAZIO. Dalle collezioni di arte e architettura del MAXXI
GINO DE DOMINICIS: l’Immortale
KUTLUG ATAMAN. Mesopotamian Dramaturgies
LUIGI MORETTI ARCHITETTO. Dal razionalismo all’informale.
MAXXI , via Guido Reni 4a, Roma, www.fondazionemaxxi.it

PS. il gossip:
testuale dal comunicato stampa
“INVITO STAMPA –
Sandro Bondi,  Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Pio Baldi, Presidente della Fondazione MAXXI
Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura
Anna Mattirolo, Direttore MAXXI Arte
hanno il piacere di invitarLa giovedì 27 maggio 2010, alle ore 11.30
alla press preview delle mostre inaugurali del MAXXI
interverrà Zaha Hadid
saranno presenti gli artisti, gli architetti e i curatori delle mostre.
Programma
dalle 9.30: le televisioni potranno accreditarsi ed effettuare le riprese
ore 10.30: registrazione giornalisti
ore 11.30: inizio conferenza stampa”

No, non ci vado.
Per manifesta allergia verso certi eventi troooooopo ma troppo istituzionali!!!
(Iena snob!)

A Milano invece, in Triennale largo ai giovani.
Il Triennale Design Museum in collaborazione con il brand di auto british Mini, continua il progetto MINI & Triennale CreativeSet. Stasera inagura la collettiva Designoftheotherthings. Prima di un ciclo di mostre che indagano il design italiano contemporaneo.
Come spiegano sul press kit: “La mostra, curata da Stefano Maffei, mette in scena una serie di esperienze collettive e il lavoro di progettisti, imprese, istituzioni italiane che portano avanti progetti che si rifanno a un’accezione di design molto aperta e innovativa.”
Protagonisti della collettiva: Asap (che Recycled Knit promuove il recupero della fibra non utilizzata di cachemire), Massimo Banzi con la scheda elettronica  interattiva Arduino, Elio Caccavale con i autore del l bio.progetto Neuroscope, il gruppo Experientia, autore del progetto di interfacce touch Vodafone Lifestream, IdLab con il progetto del Piano Generale Territoriale Milanese, il portale Kublai, il Lanificio Leo azienda calabrese che sperimental, recupera e trasforma l’idea di souvenir con progetti tessili. E ancora SENSEable City Lab – MIT e Reggio Children – Atelier Raggio di Luce.

Designoftheotherthings
26 maggio – 27 giugno 2010
Triennale Design Museum, viale Alemagna 6, Milano,
www.triennaledesignmuseum.it

E NATURALMENTE: buon design a tutti!

Iena Bi

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Newsletter da NY

Mi è arrivata nella casella mail una newsletter davvero speciale.
Si chiama Carnet de Notes. Ieri ho letto la 001, oggi la 002.
L’autore è Paolo Rinaldi: giornalista di viaggi, interni e lifestyle, è una tra le firme free lance più note del settore. Oltre a essere un uomo colto, garbato e giramondo.

Magia della rete: basta un clic per comunicare
Gli ho scritto: “Grazie dell’invio, ma è un tuo nuovo blog o una newsletter che mandi ogni tanto?”.
Risposta: “E’ una newsletter che avrà una certa frequenza, compatibilmente con impegni e viaggi e altro, ma vorrei che fosse frequente… per poi sfociare nel tempo in qualcosa d’altro… ciao. Paolo”.

La newsletter di Paolo
E’ divisa per temi: carnet de voyage, carnet d’architecture, carnet de design, carnet d’art, carnet de mode, carnet de photo e così via.
Per ciascun tema ci sono un breve (e brillante) testo, una foto, il link di riferimento.
Così ho deciso di raccontarvi questa buona nuova, che c’è un giornalista che seleziona le notizie e le manda in rete.
Senza compenso, se non il piacere di creare il bello. E diffonderlo.
Ho provato a cercarlo, ma credo che Paolo ora sia a New York.
Lo deduco dal Carnet de Notes 002, tutto dedicato alla Grande Mela.
Aspettando di darvi altre sue nuove e di spiegarvi come entrare nella sua mailing list (vi assicuro che ricevere le sue sofisticate selezione è un piacere), pubblico le sue corrispondenza dalla città che non dorme mai.

Da domani fino al 18 maggio, a NY va in scena l’ICFF, la Fiera dell’arredo di Oltreoceano.
Tra gli stand del Convention Center Jacob K. Javist e la kermesse del Fuorisalone, per una settimana il design parla americano. Per vedere le novità del progetto Usa e le iniziative delle tante aziende del Made in Italy che nei loro store newyorkesi tengono alto il prestigio nostrano, ecco il mini-report di Paolo Rinaldi:

carnet de new york

barto.3

chic and kitchen
apre a new yok, in occasione dell’icff, la fiera del mobile, che si svolge fino al 18 maggio,  il nuovo showroom “minimal” di barto bellati, in collaborazione con gaggenau. è nel cuore del chelsea art district. un ambiente sofisticato, con oggetti ad alta tecnologia e dal design lineare www.minimalusa.com
apre uno showroom cesana, il suo primo flagship store cittadino, al nono piano del prestigioso a&d building. porro presenta le novità di piero lissoni, christoph pillet e front, nello spazio rinnovato di greene street. presenti nei loro showroom, flou, glas italia e giorgetti (che invita anche a una private view nel plaza penthouse project). matteograssi invita all’apertura del nuovo ddc showroom (special guest margaret russel, editor-in-chief di elle decor). arik levy è invece special guest nel flagship store del gruppo molteni. infine, con&con apre “personalissimo” in bond street: ethical design/italian style (sic).

carnet de berlin à new york

Tafel_0137.1

hering berlin ha scelto new york e l’icff per presentare la sua prima collezione di vetri e tessuti nel jakob k. javits convention center www.hering-berlin.de

carnet de design

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un side table curioso per molti aspetti: materiali in contrasto, leggero e pesante, massa contro trasparenza. è in ottone e vetro colorato, si chiama bell-table e si capisce il perché a prima vista. l’ha disegnato sebastian herkner e lo presenta abr barcelona nel jakob k. javits convention center www.abrpruduccion.com e sebastianherkner.com

carnet de photo

fotonyc.1

photo di marc garanger
(bodies in question, curated by fred ritchin, st.ann’s wharehouse)

nyph’10: è questa, che chiude il 16 maggio, la terza edizione del new york photo festival, di nuovo nel brooklyn waterfront di dumbo, ma con progetti e presenze sparse in città. curatori vince aletti, erik kessels, fred ritchin e lou reed. tema: l’impatto sociale della fotografia e l’idea di un suo futuro collettivo www.newyorkphotofestival.com

E se volete saperne di più, ci sono anche le News New York di Case da Abitare.

E buon design a tutti.

di Iena Bi

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L’osteria del porto

Iena Bi si è innamorata. Di una manciata di foto in bianco e nero che tratteggiano la vita.

È una storia garbata, quella che vi vado a raccontare. Non parla per parole, vive di immagini.
Di scatti intensamente intimi. Che nel bianco e nero imprigionano scorci di Genova e sguardi di vita. Tutto inizia e avviene in una trattoria dei caruggi: da Maria Cucina Casalinga. E’ una fermata storica del porto. Luogo da trenette al pesto, carciofi, cima e vino buono. Amato dai genovesi, è lì da sempre. Come Maria, che le dà il nome. Lei per sessant’anni  è stata una certezza: si muoveva tra il bancone, i tavoli con le tovaglie di cotone a quadretti, la cucina colma di odori e vapore. Dava mangiare bene. E a poco prezzo.

A Genova basta dire “Andiamo da Maria” e tutti capiscono.
Ancora oggi che è morta. E alla trattoria  ci trovi suo figlio. Io non la sapevo questa storia.
Amo Genova di amore viscerale. Mi piace il suo odore di porto e colline. Mi piace il suo golfo e il suo mare. Amo gli immensi Van Dyck del Museo Rosso, i cortili secenteschi, il Museo dell’Arte Orientale, opera razionalista di Mario Labò arroccata nel verde del parco della Villetta Di Negro. Mi inerpico sulle sue salite, lo sguardo perso tra le architetture di Albini e Scarpa, il campanile di San Lorenzo, la Lanterna, le navi in rada e l’ascensore Liberty di Castelletto. «Quando mi sarò deciso/ d’andarci, in Paradiso/ ci andrò con l’ascensore di Castelletto, nelle ore/notturne, rubando un poco/di tempo al mio riposo»  (Giorgio Caproni). Ecco. Così.

Genova è bella da mozzare il fiato.
Tutta. Ma questa Genova fotografata da Alessandro Stellari ruota attorno alla piccola osteria del porto. Lui da otto anni – da quando per la prima volta ci è andato a girare un film (è aiuto regista) -   se da Milano va a Genova passa da Maria. In tutto questo tempo ha scattato foto. Immagini immobili fissate in un attimo. Che colgono un movimento, un sorriso, un viso, una luce.
Tutte trascorse, già diventate ricordi su carta fotografica, eppure tutte sorprendentemente vive.
E’ stato lui a raccontarmi questa storia della poesia di un luogo dove vai e torni.

Adesso Genova è a Milan7o.

Alessandro restituisce intera l’atmosfera, tratteggia gli ambienti e le espressioni, coglie le emozioni e le malinconie. Le sue foto sono in mostra a Milano. Oggi l’apertura (fino al 18 maggio).
Per esporle non ha scelto una galleria, ma un locale. Dove passano un po’ tutti, come da Maria.
Il Frida è all’Isola (via Pollaiuolo 3). Informale, spontaneo. Ci vai a bere una birra di giorno, un aperitivo di sera. Pare sempre di stare tra vecchi amici anche se non conosci nessuno. Posto migliore non poteva esserci. Passate, guardate le foto e poi sedete a un tavolo in giardino, a bere del vino.

E buon design a tutti.

di Iena Bi

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Il design lava più bianco

“Ma dai pure il Dixan al Fuorisalone!”: l’escamazione mi è venuta spontanea…Vedere il nome di un detersivo associato alla Design Week spiazza, no? Poi la riflessione successiva “Ma vuoi vedere che…”.

Letta la cartella stampa, che ora vi illustro, l’iniziativa mi è sembrata un’occasione sprecata.

Per ora. Perché invece di lanciarmi in polemiche ienesche, rilancio all’ Ufficio Stampa Henkel e al brand del pulire tutto, la mia controproposta. …

Ma vado per ordine.

Dal 13 al 19 aprile al primo piano del Superstudio 13 di via Forcella, la Dixan Piatti in collaborazione con la scuola Politecnica di Design e Alice firma «una iniziativa che rivoluzionerà un dettaglio fondamentale dei nostri acquisti» dicono loro.

Da qui il “Ma vuoi vedere che…”.

Speravo si reinventassero in chiave design.

Con l’estetica dei packaging affidati ai designer: già mi vedo al supermercato contendermi con una casalinga ignara e con uno studente di architettura consapevole gli ultimi due flaconi di lavapiatti al limone disegnati da Dror o Nendo, per dire..

Ma non solo: di più!!! Credevo che avessero (finalmente) deciso di cavalcare la nuova onda verde.

Con l’ecologia ormai di moda (di necessità virtù, recita il detto popolare) già mi vedevo la Dixan inaugurare l’era del flacone ricaricabile. Ve lo immaginate? Uno va nel centro commerciale con la sua bella (da quella sinuosa disegnata da Karim Rahid alla minimal di Ora Ito, per capirci) bottiglia VUOTA. Lì c’è un bel distributore di detersivo (di vetro alla Jean Nouvel, di legno alla Matteo Thun, di plastica firmato Kartell, per dire), metti un euro, pure due o tre. E vai a casa con lo stesso flacone PIENO. Semplice no? Ecco proprio no.

La DixEAN Revolution, «una iniziativa che rivoluzionerà un dettaglio fondamentale dei nostri acquisti» (qui repetita iuvant), è una customizzazione dei codici a barre (ean in inglese) fatta da giovani artisti non specificati. Sul sito dedicato si può votare il bar code preferito….E « Ogni consumatore potrà creare il proprio art code: fra tutti quelli che verranno caricati sul sito il più votato vincerà un netbook Sony VAIO».

L’aggancio con il design è l’allestimento fatto da Simone Micheli, l’esposizione dei lavori degli studenti dellla Scuola Politecnica a tema codice a barre, e un Bar (ah ah, il Bar Code, appunto) per rifocillarsi.

Ripeto (re-repita iuvant): l’iniziativa mi sembra un’occasione sprecata.
Invece che lanciar strali, lancio la sfida. Al Marketing della Henkel.
Prendete spunto dalla mia idea, e l’anno prossimo STUPITECI con la VERA rivoluzione.
Quella di un industrial design. Con l’anima verde.
Guardate che a parer mio, sarebbe un successo d’immagine, un investimento sul futuro. E pure un business.
Se volete consulenze, Iena è qui.

E buon design a tutti.

di Iena Bi

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Da Mosca a Milano

Ma quelli di Moschino non stanno mai fermi? La casa di moda capitanata da Rossella Jardini (direttore creativo del marchio), continua a far parlare di sé. E a stupire. Ve lo ricordate? Meno di un mese fa l’inaugurazione a Milano del fashion hotel del brand, la Maison Moschino, che anch’io ho raccontato in un post dedicato. Adesso due eventi. A Mosca e Milano.

Dalla Russia con amore
Nella capitale russa, ai mitici Magazzini GUM (li ho visti a ottobre: hanno perso il fascino scabro del periodo sovietico, ma restano spettacolari) c’è la retrospettiva Inside Moschino. L’esposizione occupa la galleria centrale del GUM e ricrea il mondo onirico-ironico tipico del brand. Se passate da Mosca, non perdetela! Altrimenti guardate le foto qui sotto. E ditemi cosa ne pensate.
Gli allestimenti sono sono vere e proprie installazioni. Tra formiche giganti, piccioni multicolor, pile di pacchetti oversize, carrozze in stile gitano, e sipari teatrali in rosso granato, protagonista è la fantasia. Scanzonata. E leggera. Come piace a me. Oltre a quello dei macro insettoni, il mio set mia preferito è’“Ape Piaggio”: lo hanno creato per l’apertura della boutique di Parigi, nel 2003.
Il vostro?

Milano all’uncinetto
Poi c’è Milano. La settimana prossima è la festa del design. Moschino ha da dire anche in tema di interiors. A mio avviso, molti dovrebbero trarre ispirazioni dalla creatività libera che il marchio esprime: basta noia! Così è (per me) graditissima la notizia (di oggi) che dal 13 al 19 aprile nelle vetrine della boutique di via Sant’Andrea 12 ci sarà Bits & Pieces. Mostra di oggetti: «Ispirati da nomadi e da nonne eccentriche». Per metterli in scena, hanno ricreato le atmosfere dei camping. All’uncinetto. Ci saranno una tenda, una sedia pieghevole e una lanterna. Ma saranno patchwork e tricottate. Gli oggetti, esemplari unici naturalmente, sono realizzati a mano e saranno venduti su ordinazione. Ma al di là del marketing: ecco, si, che bello. Di sicuro lì ci scapperà una sana risata! L’allegria apre il pensiero.
E buon design a tutti,

di IenaBi

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Le prossime scoperte

Attenzione attenzione!!!
Come vi dicevo ieri, aspettando il Salone raccolgo le anteprime. Queste sono rubate a quelli di Spazio Orlandi!!!

C’è qualcosa di molto carino e qualcosa no: comunque lode a lei, che da vera talent scout cerca buone idee in giro per il mondo…

Di mio segnalo quel che mi ha colpito. Constance Guisset: è tra i 10 francesi selezionati da Starck alla mostra Generation 2020 di Maison & Objet. Delicata e incisiva: come si dice chapeau! Espone una poltrona a dondolo, voliere con acquario incorporato, la lampada-farfalla Vertigo disegnata per Petite Friture.

Poi mi piacciono gli italiani (finalmente) che vivono in Olanda (e te pareva): i Formafantasma.

Laureati l’hanno scorso hanno già lavorato con i Droog Design. Arrivano con Autarky, collezione di oggetti in pasta di pane. Forme basiche e materia cruda. Molto neoprimitivo: da sagra popolare. Ispirazione: la Festa del pane di Salemi, in Sicilia. Il mondo è glocal!

Altro designer italiano trasferito a Eindhoven, Gionata Gatto: suoi gli Urban Buds, orti su ruote rivestiti di materiale usato per la coibentazione. Per giardinieri nomadi.

Non mancano i talenti affermati e gli archidesigner.

I fratelli Campana giocano con la resina e molto altro: i vasi prodotti non li trovo belli. Magari interessanti!

Tra i craftwork di Piet Hein Eek: cesti di legno, tavoli scultorei, vasi di ceramica. Lui è proprio bravo. A riciclare, reinterpretare e customizzare.

Arrivano dal Libano le Bokja. Rivestono un po’ tutto di patchwork tessili multicolor vintage mediorientali: dai divani d’antan al Maggiolone Anni 60 della Volkswagen. Evviva il Medioriente che crea!

Bocci è un light designer canadese: esporrà uno scenografico chandelier oversize.

Da Copenaghen arrivano i Danish Craft: magia del Grande Nord da vedere.

I finlandesi di Artek esporranno una nuova sedia di Shigeru Ban e lo Shelving System di Naoto Fukasawa, art director di Plusminuszero, marchio di pezzi hi-tech e super stilish sempre in galleria.

Nella summa di progetti, c’è il nuovo tavolo di Patricia Urquiola per Mutina. Ha il piano che sembra un pizzo, ma è una piastrella!

Adòoro il duo olandese Scholten and Baijings: fanno ortaggi tricot, realizzati in tessuto e lavorati all’uncinetto. Forse non è design, ma è contemporary craft!

C’è anche in progetto Made in Usa con Marcus Tremonto: sua l’installazione Baby Pixel.

Super Anteprima: l’artista spagnolo Nacho Carbonell presenterà Diversity. Rossana Orlandi è la sua gallerista, la sua personale sarà ospitata nello Spazio Ferrè, 600 metri in via Pontaccio.

Buon design a tutti!

di Iena B

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A volte ritornano

Eccomi!

Vi mancavo eh? Siamo a meno 12 giorni dal Salone. Da adesso non vi lascio più.
Aspettando che cominci, ogni giorno vi farò una soffiata sulla prossima design week.

E aspettatevi sorprese: alla festa delle idee – dal 7 prossimo apre lo Speciale Salone di At Casa – i miei saranno sguardi inaspettati. Il design tra gossip, party, rossetti e drink. Ma non solo. Ci saranno le critiche e le riflessioni. L’ironia e la perfidia. Insieme ci divertiremo. Ve lo prometto!

E adesso a noi.

Allora: so per certo che la patinatissima rivista Apartamento al Salone farà un evento legato al cibo (che si richiama anche all’attualità e al tema del prossimo Expo di Milano).
Queste le parole di Marco Velardi, editor in chief della rivista:

«..L’idea è di portare insieme oltre trenta designer a riflettere sul tema cibo (frutta …e verdura) per celebrare la release del 5° numero della rivista, mettendo in vendita pezzi unici commissionati per l’occasione, e condividendo ricette e piccoli segreti di ogni giorno. Tra i nomi coinvolti ci sono: Lars Frideen, Max Lamb, David Weatherhead, Bertjan Pot, ok-rm, Marco Dessì, Peter Marigold, e molti altri tra soliti sospetti e nuovi talenti».

Un evento di live design che si preannuncia interessante, movimentato, gustoso (ma ci saranno anche vini, ad accompagnare i pinzimoni? I hope so!!!) e soprattutto originale.

A domani.
E buon design a tutti!

di IenaB

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