Articoli marcati con tag ‘gossip’
Auto da festa
Che sia stato un successo è certo. Basta pensare alla quantità di gente che ha partecipato. E a quanta è rimasta a bocca asciutta fuori dal Superstuidio Più. In attesa in fila, cheek to cheek con i pressanti buttafuori.
Il Subject60 Party Tour è andato in scena a Milano.
E una volta dentro il grido era Dance dance dance!
Protagonista la Volvo Naughty; fiammante prima donna di una serata davvero speciale!
E oltre il bolide eletto a regina della festa, tutto il resto è stato super!
Oggi su Fcebook i commenti spaziavano da “ I love Lykke Li” a “Adesso faccio un corso da barista e mi unisco al No Label Bar”.
Uahh!!
Iersera al Superstudio Più di via Tortona, c’erano davvero file chilometriche (anche troppo a dire il vero): tutti volevano esserci!
Che dire, è stato The Event come IO avevo profetizzato: Iena sa, si sa!!!
I Pig DJ hanno spaccato, la bella cantante svedese ha sedotto tutti,
e i drink: fantastici cocktail che andavano giù come acqua!!!
(hic!)
Facce “belle”, gente divertita, felice di essere lì.
Unanime il commento su Lykke Li: BRAVA!!!!!
Spiazzante e coinvolgente la sua musica elettropop, sospesa tra il senso di emergenza e la leggerezza di uno spirito giovane. Voce angelica su melodie grevi. Da brivido!
Peccato solo che il concerto sia durato poco. Poche canzoni, il pubblico ne avrebbe volute il doppio del doppio.
Comunque: breve ma intenso.
Il popolo Naughty era vario, modelle, scalmanati coi pantaloni arrotolati, signorine con scarpe all’ultimo grido (eh, le donne notano certe cose, come insegna Carrie Bradshaw di Sex and the City), bei fanciulli, donne mozzafiato, eccentricità varie come una gabbietta per uccelli trasformata in borsa.
La serata, modaiola e internazionale, è scivolata via in un attimo. Un pensiero speciale per i baristi e le bariste gentili, capaci di fronteggiare le torme accaldate con un sorriso. Per le ragazze con magliette strutturate come ali d’angelo che portavano piccoli dolci cremosi (ma faceva troppo caldo!). E per i ragazzi in camice bianco da laboratorio che si aggiravano per le stanze: ma qual era la loro funzione? I fotografi scatenati e simpatici.
Insomma, tutto è bene quel che finisce bene.
E buon design a tutti!
di Iena Bi

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A casa di Moschino
Ecco si, io c’ero. Of course! Il popolo della moda e gli invitati speciali del design erano iersera tutti insieme a guardare incuriositi la Maison Moschino.
Il nuovo albergo della griffe milanese è in zona Corso Como a Milano.
Ha inaugurato in piena fashion week.
Prima hanno sfilato gli abiti di Moschino Chip & Chic, la linea “giovane” del marchio.
Poi tutti a ballare con Asia Argento, a bere vodka Wiborowa, ad ammirare le stanze oniriche disegnate dalla stilista Rossella Jardini. WOW!
Per il resto, che dire, gli interni: belli o non belli?
Subito tra i giornalisti si è scatenata la rissa. Le opinioni divise tra amore (a prima vista) e odio (immediato). No, non credo sia questo l’occhio con cui vedere l’hotel. E’ innovativo. E’ creativo. E’ divertente che ci sia a Milano, città poco vitale… Che l’architettura degli interni o lo stile o le finiture non siano graditi a tutti poco importa. Certo qualcosa per noi addict del design è sempre opinabile. Ma questo non è un albergo di design. E’la Maison Moschino. Un fashion hotel voluto dalla Jardini e tradotto in realtà dalla capacità visionaria di Jo Ann Tan che firma da anni le vetrine e gli allestimenti Moschino. Un luogo nella città della moda mancava. E ci sta bene! Gioco scherzoso, mix ironico, con adorati barboncini luminosi appesi nella hall d’ingresso, con poltrone pecora e luci borsetta: un invito alla leggerezza e al sogno in una città fin troppo grigia e in tempi fin troppo bui. Con cuori e fiocchi, in puro stile Moschino. Invece che una polemica vale una risata!
E buon design a tutti!
di Iena Bi

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A Parigi da Baccarat
La Ville Noailles
Storica dimora nobiliare in Place des États-Unis, Ville Noailles è nota per esser stata la casa della Vicomtesse de Noailles. Madame Marie-Laure era speciale. Eccentrica e sofisticata, colta e smodata. Mecenate, musa e (spesso) amante di artisti: Salvador Dalí, Balthus, Jean Cocteau, Man Ray, Luis Buñuel, Jean-Michel Frank. Tra storia e arte, aristocrazia e irriverenza.
Arte a parte
Oggi salgo l’ampio scalone di marmo biondo e penso alle feste, le risate, l’assenzio. Ai discorsi e alle letture, ai confronti e agli incontri. Se dal 2000 la Ville è quartier generale della casa del cristallo più famosa di Francia (il restyling l’ha firmato Starck), rimane l’eco tra le stanze affrescate di quella grandeur Anni Venti (per me, a Madame piace ospitare la Maison Baccarat).
Una visione inaspettata
Tra le porte dagli stucchi dorati, ho visto passare il fantasma della leggendaria Vicomtesse. Aveva un abitino a la garçonne, una cloche piumata e un lungo bocchino d’avorio tra le labbra scarlatte. Guardava gli chandelier a forma di cervo disegnati da Marcel Wanders e scuoteva la testa. L’ho sentita mormorare “cette personne ne connaît pas la classe”. Emozionante il cristallo lo è sempre. Meno la collezione. Wanders ci ha lavorato 3 anni: lui ne è entusiasta. Onore all’impegno, al savoir faire (per dirla come la Vicomtesse). Mi pare che l’enfant terribile d’Olanda riesca a reinterpretare meglio la tradizione delle porcellane di Delf che quella dei vetri francesi (mogli e buoi dei paesi tuoi?).
Dreaming Jaime Hayon
La tremenda Vicomtesse prima di sparire, si è guardata attorno, ha alzato gli occhi al cielo. Poi ha mormorato “ma dov’è Jaime?”. Non so se si sia solo confusa tra designer, se abbia avuto un lapsus o se volutamente (perfidamente?) rimpiangesse lo spagnolo, che lo scorso anno nelle stesse stanze ha presentato la sua Crystal Candy Set Collection. Forse a Madame piaceva di più? Noblesse oblige.
Buon design a tutti.
A breve:
IenaBi in Paris2 Maison& Objet;
IenaBi in Paris3 Grand soirée;
IenaBi in Paris4 Gossip à la Brasserie Lipp
IenaBi
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Il ritorno di IENA BI
Eccomi qui. Standing ovation, please!
A gran richiesta torno sui vostri MAC e PC (modestia a parte, eh!). Visto il successo dei miei post nel Blog Salone ’09, quelli di AT CASA mi hanno scelto come loro BLOGGER ufficiale (ci saranno anche le gradite incursioni di The Newyorker, Pik, e altri ospiti). Quindi: WOW! Però, ecco, si: sono ancora in prova. Sta a voi web-lettori confermarmi. Riassumo: sono una giornalista di design in incognito con uno spiccatissimo (eccessivo!??) spirito critico, che esercita la libera scrittura e il libero pensiero come blogger di AT CASA, il sito di design del Corsera.
Il mio pseudonimo è IENA BI
Un nome-manifesto delle mie intenzioni..tutt’altro che benevole (!!!). Son qui per dissacrare il magico mondo del progetto, per svelare qualche gossip, per giocare con le parole. Ma anche per scoprire con voi il bello del design. Tra ironia, sarcasmo e innocenza (non troppa, però) il mio diario semiserio di una giornalista di design vi accompagnerà nei vostri vagabondaggi in rete. Voi, con il vostro entusiasmo digitale, potete darmi il lavoro a tempo indeterminato (basta flessibilità, che n’è già troppa nell’editoria)… Datevi da fare! Postate assensi e dissensi, adulatemi e punzecchiatemi. LIBERI TUTTI!! Sappiate che, vanitosa, adoro i complimenti e, permalosa, le critiche mi innervosiscono assai. Ma che soprattutto e comunque, mi piace discutere con voi. Ora basta con gli SPOT elettorali (vi ho convinti???????).
Vi racconto un po’ di NEWS
La più eclatante sta qui. Il sito di AT CASA. In un anno e mezzo di vita (data di nascita, marzo 2008) ha raggiunto il traguardo di oltre 6 MILIONI DI PAGINE al mese, in media.
E vi giuro (io lo so per certo) che non è stato facile. Pochi mezzi (l’editoria è in crisi, immagino ve ne sia giunta notizia..), molto lavoro, tanti ostacoli (il web è ancora oggetto di pregiudizi). Loro han sudato e lavorato. Ci han creduto. Belli e bravi, nonostante qualche intoppo e qualche refuso!!!!!! (dai, non prendevela cari della redazione..è vero!). Che AtCasa sia totalmente nuovo lo potete vedere da voi. È eclatante! Già mi piace. Anche perché io, con la mia linguetta biforcuta, ho guadagnato la HOME PAGE.
Ebbene si (ve ne sarete accorti, no?): il blog ha uno spazio tutto suo nella prima pagina della ‘nostra’ adorata testata on-line. Tutto questo è merito loro, di quelli di AT. Lo progettano da mesi. Un lavoraccio. Tra luglio e agosto li ho visti sempre più frenetici. Pallidi e iperattivi, nevrotici, entusiasti, emozionati. Poche vacanze fatte a staffetta. L’on-line è sempre ‘SU’..
Chi sono loro?
In uno dei prossimi post ve li presento, quelli di AT CASA (ah ah, redazione: tremate!!! Sarò spietata). Per ora a noi. Ho molto da dirvi. Ma qui ho già scritto sin troppo. Il web linguaggio richiede sintesi. Così per sapere delle disavventure tragicomiche di una giornalista di design appena tornata dalle (brevi) vacanze e subito catapultata a Rho (Macef), Parigi (Maison & Objet), Verona (Abitare il Tempo), Londra (100% design), e ancora Valencia, Stoccoma, Bruxelles, Mosca e così via tra Europa e dintorni, in una maratona del progetto a tutti i costi, dovrete aspettare. Vabbè, poi vi racconto.
Buon design a tutti.
di Iena Bi

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