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Iena in trasferta a Verona
17 settembre 09: al via Abitare il Tempo
La settimana dell’arredo veneta ha inaugurato ieri. Io c’ero.
Con tutte le buone intenzioni.
Già sull’Eurostar, nonostante fosse l’alba, recitavo come un mandala “devo essere buona, devo guardare con occhio ottimista gli sforzi delle aziende alle prese con la crisi, devo smettere
il disincanto e scegliere l’entusiasmo” (non vi dico la faccia del controllore che arrivato a chiedermi il biglietto si è visto una pazza in occhiali da sole mormorare preghiere buoniste..).
Arrivata in quel di Verona vedevo rosa
Varcato l’ingresso della Fiera vedevo rosa. Camminando alla volta dei padiglioni, vedevo rosa.
Tra gli stand ho iniziato a vederci doppio.
Mobili in stile, divanetti leopardati, lampadari in finto vetro di Murano, specchi barocchi, vasi oversize pieni di fiori finti, un festival del cattivo gusto davvero spaesante.
Capisco accettare “la qualunque” per riempire i vuoti lasciati dai brand in crisi
(ma questi che li han sostituiti vendono? Non risentono della flessione economica?).
Ma ecco, non era la fiera del progetto?
Comunque.
Ogni caro vecchio nome noto, ogni sediolina o posacenere contemporaneo mi dava il batticuore: “Ecco, ecco il design”….
E giocando a evitare l’orroroso (in un nanosecondo ho imparato a guardare – con la coda dell’occhio – e a NON vedere il peggio), facendomi largo tra il brutto come una sciatrice alle prese con i paletti dello slalom, ho iniziato a dare i numeri.
6: un mescolone tra art de la table, luce, design (poco) fashion design (?che è?).
2, gli editori tessili (evviva i tessuti di Florence Broadhurst by Signature Prints. Evviva Ken Scott by Roma Home Collection…) più l’artigianato (oh oh).
3: biancheria.
4 e 5: decorazione (un inno al santo natale).
8: i negozi sperimentali (l’arca ecologica di Simone Micheli mi lascia interdetta), architettura e varie
Al sette ho sussultato di gioia
Un pezzo notevole, finalmente. La luce Arba di Matteo Thun per gli svizzeri Belux è bella, usa eco lampadine fluorescenti a basso consumo energetico, è di legno di faggio ecologico et certificato, ha persino il filo elettrico di tessuto rosso. Perfetta. Molto stilish anche lo stand in un sobrio grigio antracite, con le silhouette dei mobili disegnate in bianco e una citazione in latino di Vitruvio. Insomma, la famosa oasi nel deserto del progetto.
Divertenti gli speakers di Audel. Sempre bravi i danesi di Normann Copenhagen.
Lodevole lo spazio ai giovani di “YDMI” Young Designers Meet the Industry, che come dice Porzia Bergamasco nel suo articolo su AT è :«una novità della manifestazione veronese che apre alla “formula di workshop ideata e brevettata nel 2007 dal German Design Council per favorire la promozione e la comunicazione dei giovani designer”». I 30 progetti in mostra? Mah. Non vorrei sembrare polemica, ma mi son sembrati, poco forti. Next time.
Lo zucchino divino e un architetto molto cordiale
Lo shopping Lab è un lavoro dello studio di architettura Bestetti Associati.
Hanno progettato il negozio multimarca del (prossimo) futuro.
Ricetta anticrisi: l’unione fa la forza.
B&B, Molteni, Boffi, Valcucine, Agape, Vitra: l’eccellenza dell’arredo contemporaneo in mostra in uno spazio elegante, magari ce ne fossero di store così. E oltre i mobili, caffetteria, fioraio, libreria. Mentre Chicco Bestetti illustrava lo spazio, ho degustato la selezione di food fatta da quelli di inItaly (www.initalyexcellence.com). Non vi dico il godimento delle mie papille gustative sedotte da un involtino di zucchine fresche ripieno di prelibatezze e da un assaggio di confettura di peperoncino. Peccato mancasse un calice di (buon) vino! (eddai!)
Il principe azzurro del Macef mi ha offerto il pranzo
Partita da Milano senza una lira, speravo nell’ospitalità della Fiera di Verona.
Niente. Per fortuna il compassionevole gentiluomo di AT Casa (grazie Alessandro!) che già mi aveva soccorso a Milano, ha diviso con me un Sushi Box e un frizzantino.
Pensati e curati i vari ristoranti. Punti a favore di Verona Fiere. Nessun Autogrill qui per fortuna.
Peccato che per amor di estetica, Simone Micheli abbia progettato dei coffee table a X mooolto bassi accompagnandoli a sedute mooolto scomode. Avete presente i palloni gonfiabili di Tecnogym, quelli che si usano in palestra? Immaginate mangiarci il sushi con le bacchette: rotolavo io e rotolavano i miei bocconcini di alghe.
Tutto è bene quel che finisce bene
Dopo la trasferta fieristica poco avvincente sono tornata a Milano e son corsa da SKITSCH.
Il nuovo marchio italiano di design ha presentato il catalogo 2010 con un cocktail party molto divertente. Intanto perché servivano Krug rosè. Lo champagne è sempre un brillante scacciapensieri.
Eppoi perché c’erano belle persone e bei pezzi.
Insomma, Milano, Verona, Milano: evviva Skitsch.
E buon design a tutti.
di Iena Bi

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Il ritorno di IENA BI
Eccomi qui. Standing ovation, please!
A gran richiesta torno sui vostri MAC e PC (modestia a parte, eh!). Visto il successo dei miei post nel Blog Salone ’09, quelli di AT CASA mi hanno scelto come loro BLOGGER ufficiale (ci saranno anche le gradite incursioni di The Newyorker, Pik, e altri ospiti). Quindi: WOW! Però, ecco, si: sono ancora in prova. Sta a voi web-lettori confermarmi. Riassumo: sono una giornalista di design in incognito con uno spiccatissimo (eccessivo!??) spirito critico, che esercita la libera scrittura e il libero pensiero come blogger di AT CASA, il sito di design del Corsera.
Il mio pseudonimo è IENA BI
Un nome-manifesto delle mie intenzioni..tutt’altro che benevole (!!!). Son qui per dissacrare il magico mondo del progetto, per svelare qualche gossip, per giocare con le parole. Ma anche per scoprire con voi il bello del design. Tra ironia, sarcasmo e innocenza (non troppa, però) il mio diario semiserio di una giornalista di design vi accompagnerà nei vostri vagabondaggi in rete. Voi, con il vostro entusiasmo digitale, potete darmi il lavoro a tempo indeterminato (basta flessibilità, che n’è già troppa nell’editoria)… Datevi da fare! Postate assensi e dissensi, adulatemi e punzecchiatemi. LIBERI TUTTI!! Sappiate che, vanitosa, adoro i complimenti e, permalosa, le critiche mi innervosiscono assai. Ma che soprattutto e comunque, mi piace discutere con voi. Ora basta con gli SPOT elettorali (vi ho convinti???????).
Vi racconto un po’ di NEWS
La più eclatante sta qui. Il sito di AT CASA. In un anno e mezzo di vita (data di nascita, marzo 2008) ha raggiunto il traguardo di oltre 6 MILIONI DI PAGINE al mese, in media.
E vi giuro (io lo so per certo) che non è stato facile. Pochi mezzi (l’editoria è in crisi, immagino ve ne sia giunta notizia..), molto lavoro, tanti ostacoli (il web è ancora oggetto di pregiudizi). Loro han sudato e lavorato. Ci han creduto. Belli e bravi, nonostante qualche intoppo e qualche refuso!!!!!! (dai, non prendevela cari della redazione..è vero!). Che AtCasa sia totalmente nuovo lo potete vedere da voi. È eclatante! Già mi piace. Anche perché io, con la mia linguetta biforcuta, ho guadagnato la HOME PAGE.
Ebbene si (ve ne sarete accorti, no?): il blog ha uno spazio tutto suo nella prima pagina della ‘nostra’ adorata testata on-line. Tutto questo è merito loro, di quelli di AT. Lo progettano da mesi. Un lavoraccio. Tra luglio e agosto li ho visti sempre più frenetici. Pallidi e iperattivi, nevrotici, entusiasti, emozionati. Poche vacanze fatte a staffetta. L’on-line è sempre ‘SU’..
Chi sono loro?
In uno dei prossimi post ve li presento, quelli di AT CASA (ah ah, redazione: tremate!!! Sarò spietata). Per ora a noi. Ho molto da dirvi. Ma qui ho già scritto sin troppo. Il web linguaggio richiede sintesi. Così per sapere delle disavventure tragicomiche di una giornalista di design appena tornata dalle (brevi) vacanze e subito catapultata a Rho (Macef), Parigi (Maison & Objet), Verona (Abitare il Tempo), Londra (100% design), e ancora Valencia, Stoccoma, Bruxelles, Mosca e così via tra Europa e dintorni, in una maratona del progetto a tutti i costi, dovrete aspettare. Vabbè, poi vi racconto.
Buon design a tutti.
di Iena Bi

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Iena e le case degli altri
Non l’ho ancora letto.
Quindi non è una recensione in piena regola.
Ma la scrittrice la conosco.
L’ho incontrata lo scorso gennaio ai giardinetti di via Conca del Naviglio.
Di solito le chiacchierate tra proprietari di cani sono una noia tremenda. Con Hilary no. Uno spasso. Ha un cane enorme Bartleby, detto Bart. L’ha preso al canile adulto e un po’ malandato.
Già solo per questo l’avrei adorata. Poi mi ha parlato della sua casa, completa di soppalco e pareti blu, e non lo so cosa, forse il suo cappottino rosso fuoco che spiccava nel grigio milanese o i ricci biondi che le ricadevano scomposti sulle spalle. Ecco, Hilary Belle Walker l’ho trovata speciale. Siam diventate amiche su facebook.
Adesso ha scritto un libro “Case Altrui” (www.cairoeditore.it).
Una storia personale in cui è facile identificarsi.
Milano, i Navigli, gli happy hour, la ‘nouvelle’ povertà fatta di bollette non pagate e abiti ostaggio del tintore fino allo stipendio successivo, di incontri e amici, di amori e amanti, di parchetti per cani e ladri di biciclette.
E poi di case. Come recita il titolo.
Quella di Hilary e le case altrui. Bellissime.
Case da abitare per il breve tempo di una fantasticheria ad occhi aperti. Dove rifugiarsi per gioco quando essere se stessi è troppo faticoso.
Lo faccio anch’io. Mi rifugio in case luoghi e sentimenti di un altrove.
Dove la casa è la metafora di se stessi. È il luogo dell’anima.
Eccovi una Iena per niente Iena.
Che vi svela un attimo tutto suo.
Ma basta intimismo. Oggi mi vado a comprare il libro.
Se volete sbirciare una Milano riconoscibilissima (così recita il riassuntino sul sito della casa editrice n.b) e una storia molto simile a quella di molti di noi, fatelo pure voi.
Sennò ecco il motivo di sto mio post così poco ienesco. L’idea è di The Newyorker ma mi pare ottima.
Postate scorci delle vostre case. Parlano di voi.
Fotografate (bene, mi raccomando, sennò quei poveretti di AT CASA devono ritoccarle a photoshop e non è il caso, son già sovraccarichi di lavoro) i VOSTRI angoli preferiti.
AT ve li pubblica. Iena ve li stronca! Ah AH.
No no non è vero. Posterò anch’io immagini della mia tana. Sarà sotto gli occhi indiscreti di tutti voi.
Intanto come avrete già letto il gioco si chiama Benvenuti AT Casa.
Avanti, digitale in mano: girate per le stanze del vostro io, scattate, postate. Vediamo chi siete.
E buon design a tutti

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